Ricomincio da 8 è il nuovo album di Fabio Michelacci. L’album è uscito su etichetta Music for Fun, distribuzione IRD e produzione Artistica di Carmine Torchia.

Suoni psichedelici, acustici, rock e una voce narrante compongono un “orto” in cui raccogliere piccoli tesori dai sapori ormai perduti di cui vagamente ricordiamo solo i sapori e i colori. Un orto in cui la vita ricomincia ogni singolo giorno, nonostante sia calpestata continuamente dalla vita stessa. In questo spazio non troverete apparenza ma straordinaria umanità.

Fabio Michelacci traccia per traccia

Si parte sul morbido: Casa nostra è accogliente anche se non priva di inquietudini, trattate con piglio cantautorale e melodico.

Parte da piccoli suoni Sognando, che poi si fa più composita e ironica, con un movimento fluido e anche un po’ blueseggiante.

Una costruzione da band quella di Amare i colori, che passa in rassegna una varietà cromatica interessante, con il basso a dettare tempi e linee.

Alberto era rosa parte da pochi accordi di pianoforte, per poi allargarsi un po’, rimanendo comunque sommessa ma anche animata.

Un po’ più acidina la partenza di Jeff Carbone, che ha voglia di raccontare il mondo del virtuale, rendendo tutto però con suoni che sanno di antico.

Un’atmosfera da filastrocca antica e triste è quella che caratterizza Solo chi va, che ha scomparti sonori segreti.

Sensazioni più elettriche quelle che regala L’Adriatico tace, visioni quotidiane e pacifiche su una canzone mossa.

Si va verso la fine con La Vista, acustica e dolce anche se parla di cadute senza rete e di tempeste.

Non particolarmente attento alle mode, Fabio Michelacci (o Michelacci Fabio come da cover) costruisce con pazienza artigianale qualche canzone e fa in modo che tutto funzioni al meglio. Ne esce un disco interessante e piacevole, scritto e interpretato con una certa abilità plastica.

Genere: cantautore

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