Francesco Sbraccia, “Etimologia”: la recensione

Dopo un ep in inglese, No Worries, e l’lp Backup_ripristino registrato da chitarrista con LeCeneri, Etimologia è il primo disco in italiano di Francesco Sbraccia. Nove tracce di cantautorato solido e delicato.

«Etimologia è la mia reazione al bisogno di trovare un terreno stabile dentro se stessi – scrive l'autore stesso in una nota che racconta il disco - un percorso abbastanza personale da portarmi a scriverlo e registrarlo quasi interamente da solo, nello studio della Maison Electrique di Davide Grotta, una casetta immersa nel verde delle colline teramane. Tra alti e bassi, com’è normale che succeda, credo. Ma è un posto dove se un giorno va tutto male ti butti su un pianoforte a coda che scricchiola su un pavimento di legno e hai un fonico meraviglioso con cui rincuorarti e suonare un pezzo dei Radiohead, e poi ripartire a cercare l’accordo giusto».

Francesco Sbraccia traccia per traccia

Si parte piano, con Parole semplici, canzone morbida e sottovoce che porta con sé i modi di un cantautorato non nuovissimo ma ben curato.

Ecco poi la title track Etimologia, anch'essa morbida sulle prime ma pronta ad aprirsi in modi quasi da world music nella seconda parte.

Tocca a me riporta il discorso sotto controllo, con piccole scorie elettroniche nel cantato che rendono più ambiguo il discorso.

Venti più freschi quelli di Rinnovare, che corre via fluida, in un brano dal ritmo omogeneno e concreto.

La tua qualità torna a sussurrare, per un brano quasi elegiaco. Più bucolico invece l'ambiente di Coi piedi sull'erba, con la chitarra classica che spinge avanti un pezzo moderatamente vivace.

Profonde memorie del cantautorato alt-folk di marca americana colorano Sarebbe bello, soffice e malinconica.

Si prosegue su toni simili con Naturale, che tuttavia rivela un movimento orchestrale e coordinato mentre procede.

Ultimo passaggio del disco, Remota si appoggia su sonorità piuttosto minimali, su cui la voce di Sbraccia accenna a modalità di canto molto classiche.

Riesce a essere incisivo pur alzando di rado la voce, Francesco Sbraccia: questa è virtù rara che però si manifesta più o meno in tutte le canzoni dell'album, ben scritte e ricche di talento.

Genere: cantautore

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