Gli Occulti Supersovrani sono un duo siciliano amante della new wave e di atmosfere sonore che rimandano a un’elettronica retrò. Capolavoro è il loro nuovo disco. Il progetto è interamente autoprodotto, musiche, testi, atmosfere e immagini.
Gli Occulti Supersovrani traccia per traccia
Celebrata un’Intro matematica e spinta dai venti cosmici, ecco Transiberiana, che prosegue il discorso introducendo una voce minacciosa e influenze dark wave.
Si alza il ritmo e si fa più corposo con Onirica, sorta di cavalcata sintetica con influenze kraut rock. I ritmi rimangono alti e le atmosfere piuttosto incombenti, quasi soffocanti, con Crisi.
Sfarfallio di tastiere nell’incipit di Appartenenze, che parla di immagini, anche di realtà non esistenti. La tensione è sempre alta, i riferimenti sonori sempre fissi sulla new wave.
Con Liturgia dell’amore si rivela, soprattutto con il testo, l’altro grande punto di riferimento del disco, che sembra essere Franco Battiato, soprattutto quello del periodo pop.
Transumanesimo sfoglia ipotesi filosofiche, divertendosi con qualche effetto vocale e costruendo alternative sonore elettroniche molto curiose.
Dalla filosofia alla religione, ma con appigli nietzschiani, ecco poi Zarathustra, che si convoglia su ritmi regolari, in attesa di miracoli travolgenti.
Il beat è serrato su Millenaria visione, che celebra nostalgie e l’eterno ritorno, sempre per rimanere in tema Nietzsche. I suoni rimangono invece quelli della wave, con un tocco qui più cosmico ed enfatico.
Arriva poi Capolavoro, la title track, che si fa ancora più robusta e densa, per parlare di capolavori in realtà mancati. Si termina con una Outro morbida e molto malinconica.
Un Capolavoro molto compatto, quello che Gli Occulti Supersovrani, inquietanti fin dal nome, mettono in piedi. Le influenze sonore sono abbastanza dichiarate, ma il duo ha la capacità di rendere plastico il discorso e coerente lo stile che tiene insieme le undici tracce dell’album.
Genere musicale: new wave
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