King of the Opera, “Nowhere Blues”: la recensione

Nowhere Blues è il titolo del nuovo album di King of The Opera, il progetto musicale del chitarrista, cantante, songwriter toscano Alberto Mariotti, in uscita oggi. Le nuove canzoni che trovano luce rompono il lungo silenzio in studio dell’artista. Dopo il debutto Nothing Outstanding che segnava il passaggio artistico dal progetto Samuel Katarro a quello King of The Opera nel 2012, erano seguiti solo un ep nel 2014 e un album di cover nel 2016.

Nowhere Blues riprende il filo del discorso, dove era stato lasciato. Il titolo è un tributo agli amati bluesmen afro-americani del primo dopoguerra, che intitolavano i loro blues col nome della città che li aveva ispirati o dove li avevano scritti.

King of the Opera torna a circondarsi di una vera e propria band di nuova formazione. Ad affiancare Mariotti ci saranno infatti Andrea Carboni (tastiere, programmazione, voce) e Elia Ciuffini (batteria, percussioni).

King of the Opera traccia per traccia

Ci sono echi e riverberi sonori nella partenza dell'album: Monsters in the Heart è un incipit raccolto ma capace di salire anche di toni.

Un po' più giocosa e con elementi orientaleggianti ed elettronici I'm in love, che si sviluppa in modo fluido e originale. Il finale è piuttosto allungato e cosmico.

Tanto da tracimare in Nowhere Blues, la title track, che mette a contrasto sgasate elettriche e un sottofondo molto morbido, con effetti inquieti e ad alta tensione.

Ha sapori piuttosto soul, anche se con robusti innesti elettronici Never Seen an Angel, che vive di un groove profondo.

Partenza soffusa per Find Me, che fluttua su nuvole sonore offrendo un certo contrasto con la voce che si fa anche profonda. Ma si finisce con i cori.

Ci sono percussioni e molto altro sulla lunga The Final Scene, una scena finale molto animata, molto strumentale (ma la voce entra e in modo deciso) e con code spaziali sparse. Si finisce però su danze che sanno di tribale.

Si recupera tranquillità e compostezza con Places, pezzo finale che vede la collaborazione di /handlogic e un'uscita molto moderata dal disco.

Album curioso e originale quello di King of the Opera, che sembra aver trovato la quadratura del cerchio anche meglio rispetto ai progetti precedenti.

Genere: alt-folk

Se ti piace King of the Opera assaggia anche: Francesco Sbraccia

Pagina Facebook

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi