La Metralli, “Ascendente”: la recensione

Si chiama Ascendente il nuovo disco de La Metralli. Un album che si pone in continuità con il processo artistico maturato nei primi tre dischi, confermando la vocazione alla trasversalità del gruppo rispetto ai generi e musicali, con un forte interesse per le sperimentazioni sonore e un’attenzione alla qualità del suono, agli arrangiamenti, ai testi e alla voce.

Per questo album l’idea musicale è stata quella di realizzare un disco che suonasse come se fosse elettronico ma suonato con strumenti acustici. Nessun synth o campionamento, ma sono stati suonati ed arrangiati come fossero strumenti elettronici. Questo ha dato vita a un sound acustico/elettronico non convenzionale.

La Metralli traccia per traccia

Si parte tra ritmo e morbidezza con Il sindaco, dedicata a Mimmo Lucano, ricca di archi ma in cui a porsi in luce è soprattutto la voce, con un atteggiamento complessivo cantautorale.

E' pizzicato l'incipit di Oceano madre, cantata a mezza bocca e ricca di piccoli suoni liquidi.

C'è ritmo e passo marciato, nonché un certo senso del dramma, in Nero, opportunamente oscura come colori generali.

Si passa a Brecce, che ha un ritmo in crescita e anche un atteggiamento un po' più pop, ma con radici internazionali.

Qualche contrasto sonoro si registra in Manifesta, corroborata da un senso di inquietudine crescente e non troppo sottile.

Più dialettica 1.52 am, in cui gli archi dialogano, nella seconda parte, con la tessitura fitta della chitarra.

Elegiaca parte piano ma poi accelera in modo brusco e sostanziale, orientandosi verso i ritmi del drum'n'bass.

Ci sono chiari colori soul all'interno di Quiete, con la voce, anzi le voci (una sorta di coro gospel muto alle spalle) decisamente al centro della scena.

Un quasi strumentale come Portami qui, in cui anche la voce è utilizzata come sorta di strumento, chiude teoricamente l'album, la cui ultima traccia è però la bonus track Son la mondina, son la sfruttata, frutto della collaborazione con Il coro delle Mondine di Novi.

Un disco sfumato e sfaccettato, il nuovo album de La Metralli, con agganci alla realtà contemporanea senza però mai rinunciare alle esigenze poetiche. C'è molta maturità e anche una sensibilità notevole sparsa tra le tracce di questo disco.

Genere: cantautorale

Se ti piace La Metralli assaggia anche: Humanoira

Pagina Facebook

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi