Landa, “I Changed My Name”: recensione e streaming

A un mese dall’uscita del videoclip di One Shot, i Landa pubblicano I Changed My Name, l’ep d’esordio della band di Asti. Il quintetto astigiano dopo una lunga carriera che li ha visti impegnati, con il nome Hidalgo, in cover di leggende musicali come Queen, Michael Jackson, Pink Floyd, Led Zeppelin, Toto e PFM, ha deciso di cimentarsi nella produzione di brani originali. L’ep è stato prodotto da Matteo De Napoli a La Maison Factory Studio di Suisio (Bg).

Il nome dell’ep rappresenta non solo il cambio di nome della banda ma anche un cambio di progetto e mentalità, ovvero da ‘band che semplicemente suona musica’ a ‘band che attraverso la musica esprime le proprie idee’. L’ep è frutto di un’evoluzione del nostro sound che deriva dalle influenze musicali di ogni componente. Nel nostro modo di comporre c’è sempre stata un’attenzione quasi sacra nei confronti dell’apporto che ogni membro può dare alla creazione del brano. Ognuno di noi è il prodotto della sua storia, del vissuto, degli errori e dei successi e questo non può che rendere la musica ancora più ricca di sfumature ed interpretazioni, espressione di una visione che diventa unica ma forte di cinque affluenti

Landa traccia per traccia

Si parte da un blues rock morbido e molto “vocale” come One Shot, come detto scelto anche come singolo d’apertura. Spunti elettrici si mescolano a un tessuto melodico variegato.

Ecco poi Resilience (ok dai, in inglese si può ancora sentire) che risente di qualche influenza di ambito Yes/Van der Graaf Generator, soprattutto per quanto riguarda le armonie vocali. Strofetta rap a sommuovere le acque.

Più sostenute le dinamiche di Maybe: un drumming molto vivo dialoga con le chitarre e con numerosi altri elementi sonori per una composizione quasi orchestrale.

Parte come una ballad ma si trasforma quasi in una breve suite The Fallen, che accentua gli aspetti teatrali del sound della band. Si chiude con Geegi, che svaria dal rock al reggae senza porsi troppi limiti.

Posto che tutte le band che lasciano il lato oscuro del tribute per approdare alla pubblicazione di inediti meritano un plauso, i Landa piacciono perché sviluppano uno stile proprio, pur sotto influenze piuttosto palesi, ma senza perdere di vista la propria ispirazione.

Genere musicale: rock progressive

Se ti piacciono i Landa ascolta anche: RGB Prisma

Pagina Facebook Landa