Lena A., “Nuove stanze”: recensione e streaming

Esce per Uma Records e in distribuzione Sony Music il primo album di Lena A. dal titolo Nuove Stanze. Un nuovo capitolo definitivo per la cantautrice napoletana che rinnova ancora una volta la sua collaborazione con il produttore Giovanni Carnazza.

Sono nuove queste stanze, eppure sono sempre esistite. Soltanto che prima avevo gli occhi bendati e non le avevo mai viste: ora le ho davanti e finalmente posso scegliere io di che colore dipingerle. Sono stanze dalle pareti ancora bianche, metri quadri della mente, contenitori di emozioni. Sono le Nuove Stanze di cui scrive Montale; sono i luoghi fisici in cui ho vissuto in questi tre anni: Napoli, Roma, Zaragoza, Santiago; sono il percorso di prime volte che ho tracciato nero su bianco; sono il manifesto della mia salvezza.

Dentro Nuove Stanze ci sono sette sguardi diversi, sette identità, sette storie: dal giudizio altrui che piega l’io e lo condanna ad una maschera sociale, alla libertà che dà senso ad ogni azione. Un disco incentrato sull’identità, sull’io e su quanto sia necessario imparare a conoscersi per vivere tra la folla senza disperdersi. Anni fa sembrava impossibile raccontare tematiche come la scelta, la sessualità, la rivalsa di essere donna, la socialità scandita dai media, ma oggi è la quotidianità in cui sono immersa: ho voluto scrivere e cantare cosa hanno visto i miei occhi in questi ultimi anni e mesi, costruendo intorno un universo musicale elettronico ma allo stesso tempo cantautoriale”.

Lena A. traccia per traccia

Capisci che sei anziano quando leggi il titolo di Granada e pensi a Claudio Villa. Ma le suggestioni per Lena sono diverse e molto più variegate, filtrate da sonorità aeree, cui fa da contrappunto una voce molto concreta e forte.

Il linguaggio del corpo è analizzato nei dettagli da Giugno, che lascia spazio all’elettronica, ma che trova anche ambienti vuoti da riempire, sempre con la voce, vera protagonista del brano e del disco.

Pensieri e rifiuti cadenzati in Pineta, flusso di coscienza continuo senza perdere di leggerezza o agilità.

Il comandamento di non mangiare il cuore a morsi è al centro di Non Sono Roma, altra prova di scrittura particolare. Il titolo si spiega con il fatto che “non tutte le strade portano a me”. Finale che si fa vivido e combattivo.

Con un titolo che fa pensare a La Rappresentante di Lista (forse fonte di ispirazione anche ad altri livelli) e con pianoforte, c’è poi la sottile Ecco la tua Femmina, un’offerta che però è tutt’altro che incondizionata.

Un senso di crescita si palesa dietro la maschera di scena, che sta al centro di Adesso cera, canzone di materiali e di sentimenti. L’uscita dal disco prevede ancora il pianoforte e il racconto di viaggi zaino in spalla, nella luce di Occhi verdi (outro).

Poetica forte, riferimenti chiari e solidità interna invidiabile per Lena A., che costruisce la propria qualità attraverso canzoni scritte con intelligenza e in modo armonico. I 25 anni di Alessandra saltano fuori dalla freschezza della proposta, ma la maturità complessiva della sua penna colpisce, forse impressiona anche.

Genere musicale: cantautrice

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