Levia, “L’altro capo”: recensione e streaming

Si chiama L'altro capo il nuovo lavoro dei Levia, terzo disco della loro carriera. I Levia Gravia nascono nel 2001 a Salerno. Sono vincitori del Premio Benjamino Esposito nel 2001 e del Premio Ecoradio nel 2008. Sono finalisti del Premio Primomaggio tutto l'anno nel 2008, del Premio Fabrizio De André nel 2015 e di Botteghe d'autore nel 2016.

Levia traccia per traccia

Si parte tutto sommato piano ma con determinazione: è Il Vento in Faccia, descrittiva e quasi pittorica, con molto cantautorato nelle vele.

Più movimentata Contrariamente, che segue le curve della chitarra classica, con qualche eco che va in direzione folk.

Si rimane su canoni estremamente melodici con Sarebbe facile, tradizionale anche come struttura, classica nell'incedere e nel concepire il proprio discorso.

Amore mio (di Andrea Pazienza) racconta del celebre disegnatore, con l'aiuto anche del pianoforte. Il brano ha una seconda fase più allargata e panoramica.

Si chiude in modo ancor più morbido, a livello di suoni, con L'elicottero e il silenzio (confessioni di un pilota), con qualche sensazione che fa pensare ai maestri del cantautorato italiano (Dalla e De Gregori nella fattispecie).

Disco breve ma significativo, il nuovo lavoro dei Levia concentra suoni tradizionali ed enfasi su testi scritti in modo attento e intelligente.

Genere: cantautorato folk

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