Oggi pubblica una serie di singoli molto itpop, ma Lobe, nome d’arte di Lorenzo Bertasi, ha alle spalle esperienze musicali perfino in ambito hard rock. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Una domanda apparentemente facile per partire: chi è Lobe?

Ciao a tutti, come ho scritto in Stella bipolare (il mio primo singolo) mi piace definirmi un sognatore realista… Una persona, prima ancora che un musicista, che crede fortemente nei suoi sogni e ci mette anima e cuore, consapevole del fatto che i sogni però possono anche non avverarsi.

Come musicista invece sono un miscuglio di influenze e generi apparentemente distanti tra di loro ma che mi hanno portato a essere il tipo di musicista che sono. Basti pensare che ho un doppio diploma in conservatorio quindi ho fatto studi classici, ho cantato per una decina d’anni in una band hard rock con la quale ho pubblicato tre dischi e ho girato tutta l’Europa in tour ma sin da piccolo grazie ai miei genitori ho sempre ascoltato pop e cantautorato italiano partendo da Elton John per arrivare a Battisti e De Gregori… 

Stai pubblicando un singolo per volta: come mai hai deciso per questa modalità di pubblicazione?

È stata una decisione concordata all’inizio con il mio produttore, Cristian Postal. Abbiamo valutato il fatto che all’inizio di un percorso del genere la fanbase di un artista è molto ristretta e quindi un album sarebbe costato molto in termini di energie e di tempo rischiando poi di avere un pubblico limitato a cui farlo arrivare. Pubblicando invece un singolo alla volta la mia presenza è costante e ho la possibilità di crescere singolo dopo singolo, sia a livello di numeri ma soprattutto a livello qualitativo.

Benché tu sia giovane nelle tue canzoni emerge spesso molta nostalgia per il passato. Sei uno che guarda più indietro che avanti?

Nonostante il mio aspetto possa ingannare in realtà non sono più giovanissimo (il 13maggio sono 32), ho fatto molte esperienze di vita e la vita stessa mi ha messo davanti degli ostacoli che mi hanno fatto vivere periodi davvero bui… Nonostante ciò conservo dei ricordi felicissimi della mia infanzia/adolescenza quindi secondo me è giusto guardare sempre in avanti senza però scordare o rinnegare il passato che ha contribuito a renderci la persone che siamo oggi. Tutto questo cerco spesso di riportarlo nei miei testi.

Tre nomi cardine della musica italiana secondo te?

Chiaramente sono influenzato dalla mia infanzia, però se devo dire tre nomi cardine per me sono Battisti, De Gregori e Lucio Dalla. 

Invece se penso alla scena attuale i tre artisti che più mi hanno influenzato sono Coez, Frah Quintale e Gazzelle.

Le prime cose che farai nel post quarantena? Solo se non sono VM18!

Solo cose VM18 😂… scherzi a parte, non vedo l’ora di poter uscire liberamente dalla mia regione visto che io abito a Verona mentre il mio produttore ha lo studio a Trento e ho un album da registrare. Spero di tornare presto live anche se per quello temo ci vorrà un po’!

Lobe traccia per traccia

La traccia iniziale è Novantatré, singolo molto pop e un po’ indie, con vaste dosi di ricordi e di riferimenti calcistici (e sul fatto che il calciatore più indie della storia sia Baggio non c’è discussione).

Caffè corretto appena sveglio per combattere la Fame chimica, pezzo più mosso ed elaborato, con sovrapposizioni vocali e sintetiche, in un contesto che parla di viaggi e di estate ma senza banalità.

Ambiente notturno quello di Lividi, che in realtà racconta di un altro risveglio difficile. Manca qualche memoria qui e là nel racconto, con il synth che si occupa di colmare le mancanze.

Ancora memoria, parecchia nostalgia e altri riferimenti calcistici (ma se si mette Maradona insieme a Escobar non si sta parlando proprio di calcio) in Ventenne.

Centro focale analizza nei dettagli una storia finita, compresa la gelosia nei confronti del nuovo partner di lei.

C’è un po’ di groove nel percorso di Stella (bi)polare, pezzo con tratti riflessivi ma anche molto animato e con un andamento soggetto ai cambiamenti.

Un progetto molto fresco e pop, quello di Lobe, che però non si limita a ripercorrere le tendenze sonore più in voga. Ci sono iniezioni di soul e di hip hop, in ambiente pop elastico e talvolta alcolico molto personale.

Genere: indie pop

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