Luca De Gregorio: lavoro cercando di mantenermi in equilibrio

Lasciami fuori è il nuovo singolo di Luca De Gregorio. L’artista, che ha partecipato a The Voice of Italy del 2017, fin da giovane si avvicina alla musica diventando un cantautore e polistrumentista calcando anche palchi importanti e internazionali. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

Ciao Luca, conosciamoci un po’ meglio: ci racconti qualcosa su di te e la musica? Qual è il vostro rapporto e quando è nato?

La musica ha invaso la mia vita sin dalla tenera età: l’ho scoperta soprattutto ascoltando mio padre suonare il pianoforte di casa. Da quell’istante, fu subito amore. Come in una sorta di gioco-imitazione, mi divertivo a replicare qualunque melodia ascoltassi suonare: dalla radio, dallo stereo della mia stanza, dai motivetti fischiettati in casa. Piano piano, poi, ho scoperto poi l’incredibile mondo della forma canzone; da Elton John a Battisti. La chitarra arrivò poco dopo, insieme alle sue mille sfaccettature.

Mi cimentavo principalmente con l’acustica e con i versi dei cantautori che abbracciavano questo incredibile strumento: De Gregori, Battisti, De Andrè, Fossati, Dylan e tanti altri. Poi, la folgorazione per la chitarra elettrica e quella per il blues hanno rappresentato il momento decisivo. Da lì, infatti, ho scelto di dedicarmi seriamente allo studio accademico delle sei corde, una volta arrivato a Milano.

E’ soprattutto in questa città che ho sentito l’esigenza di unire la mia voce allo strumento, cominciando a considerare l’idea di scrivere brani inediti. Ed è ciò che continuo a fare anche oggi: lavorare cercando di mantenermi in equilibrio, ad occhi chiusi, fra le parole “canta” e “autore”: termini che, uniti, hanno un peso ancora più grosso da dimostrare. Abbracciare una chitarra o sedermi al pianoforte significa per me fermare il tempo, sentirsi a casa. Respirare. Se scendo da questo palco, come dico spesso, scendo dalla mia vita; non ho ossigeno. Questo è il mio rapporto con la Musica.

Com’è stata l’esperienza a The Voice of Italy? Cosa porti con te di quel periodo?

Sinceramente io non avrei mai pensato di farlo. Non finirò mai di ringraziare una persona a me cara, speciale, che mi iscrisse e mi chiese di fare il provino se mi avessero chiamato: in gioco c’era la nostra amicizia. Ero a Roma e dopo la chiamata sono andato. Non avrei mai immaginato di trovarmi, nel giro di poche settimane, davanti a quelle 4 sedie rosse per le Blind Audition. E’ stato un periodo breve ma ricco di emozioni: un treno che è passato, in cui ho cercato di raccontare me stesso attraverso quelle esibizioni, nonostante non abbia potuto far ascoltare i miei inediti.

Nel tuo singolo, profondo e dai temi importanti, racconti la diversità e l’importanza del portarle rispetto. Com’è nata l’idea di questa canzone?

In realtà il testo non parla di diversità. Alla base del brano c’è infatti la mia idea di “appartenenza”, uno sguardo che va ben oltre e che si pone su un concetto basico, ma per me essenziale: l’amore senza confini, quel sentimento che permette a tutti di essere, rappresentarsi, comunicarsi e vivere per ciò che si è. Credo anzi che la parola “diversità” quando si parla di amore non abbia ragione di esistere.

Le radici del brano risiedono dunque nella voglia di avere un “posto emotivo” in cui due anime possono e potranno sempre ritrovarsi, indipendentemente dalle loro scelte e dalle strade intraprese. Si parla di un rapporto e di un sentimento messi su un “piano diverso“, lontano da tutto ciò che si può razionalizzare nella vita: un legame profondo, da difendere e preservare. Successivamente, dopo una prima stesura, le prospettive del testo sono cambiate: a parlare nel brano è soprattutto una donna, pronta a narrare il suo amore verso un’altra donna.

Il video di Lasciami fuori sembra il racconto di una giornata tipo, di una normale coppia innamorata. Come hai avuto l’idea di questa sequenza?

Avete detto bene, sembra. Le prospettive infatti sono tre: l’uomo, la sua giornata, la sua storia. E nello stesso arco temporale, la donna e il suo confessionale. La terza, invece, la lasciamo a chi leggerà questa intervista e avrà voglia di vedere il video immaginando la storia sopra citata. Ho voluto fortemente che l’idea di fondo fosse la verità, la continuazione delle parole e della relazione raccontata dalla protagonista.

Guardando avanti nel futuro, avanti di 10 anni, come ti vedi e cosa ti auguri?

Mi piace concentrarmi sull’oggi e posso dirvi soltanto che sto ultimando l’ep e che mi piacerebbe portare le mie storie in giro, live con una band, immaginando un tour.

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