Overlogic, “Hermes”: recensione e streaming

Hermes è il nuovo ep degli Overlogic, anticipato dai singoli From another world e Andrea. La band di Bologna si muove all’interno di sonorità calde, sviluppando un disco intimo ma al tempo stesso energico, di un power pop che esplora gli stati d’animo più irrazionali del genere umano legati alla passione e all’amore, non soltanto dal punto di vista delle relazioni, ma anche dal legame che si ha con i propri valori. Questo disco non vuol parlare di amore in generale, quanto più del suo significato a livello inconscio e il modo di vivere i legami che ha ogni singolo individuo. 

Hermes, messaggero degli dei del pantheon greco, ha sempre simboleggiato il cambiamento, il passaggio. Il nostro Hermes è un messaggero dei sentimenti più intimi e personali, una figura che ci ha sempre affascinato e che abbiamo deciso di rendere protagonista di questo lavoro utilizzandolo come filo conduttore di ogni canzone dell’ep. 

Overlogic traccia per traccia

C’era un tizio che diceva che non si esce vivi dagli anni Ottanta, forse perché in realtà gli anni Ottanta non finiscono mai, almeno in musica: From Another World, che apre l’ep, pesca dalle sonorità elettroniche (a dire il vero anche pre-80s, tipo Kraftwerk) per tuffarsi di faccia in un percorso synth pop ritmato e algido, ma non per questo privo di sentimenti.

Il battito si rafforza e le atmosfere si fanno piuttosto drammatiche in Andrea, canzone che espone il cuore in modo piuttosto violento.

Più leggera l’aria di Scary Little Love, che si solleva in atmosfere un po’ più minimali e sicuramente un po’ giocose. Il finale del brano però assume colori più malinconici e quasi new romantic.

Ignis parte piano ma accelera rapidamente, portando con sé un fuoco divino che si materializza in un fittissimo gioco di suoni e colori. C’è un incipit importante, quasi monumentale, a introdurre No More Hesitating, brano di chiusura dell’ep e completamento piuttosto rumoroso e vasto del lavoro.

Gli Overlogic proseguono con la loro storia sonora ricca di episodi notevoli e molto godibili, pescando a piene mani dall’elettronica, plasmandola a proprio piacimento e finendo per formare un corpus vivo e dai tessuti molto brillanti.

Genere musicale: synth pop

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