Mac and the Bee, “One of the Two”: la recensione

Mac and the Bee pubblicano il nuovo disco One of the Two, con otto brani tra electro e rock. I Mac and the Bee nascono nel 2012 da un'idea di Federico Pazzona e di Antonio Maciocco, con l'obiettivo di dar vita a un progetto di elettronica pura, la forma iniziale si evolve quasi subito accogliendo contaminazioni provenienti dal rock e da altri generi che i due musicisti hanno coltivato nel corso delle precedenti esperienze artistiche. Nell'arco dello stesso anno, il duo pubblica il primo lavoro, un ep di quattro tracce.

A breve distanza da questo primo traguardo, Daniele Pala fa il proprio ingresso nella band in qualità di batterista, e il progetto va avanti nella forma di power-trio, inserendosi a pieno titolo nel filone del synth-electro-rock. Pochi mesi più tardi entra a far parte della squadra il primo bassista "stabile", Bruno Ponchietti, portando di fatto il gruppo alla forma attuale e determinando un' ulteriore evoluzione nel sound.

I brani del disco nascono dall'apporto e dalle esperienze che ogni uno degli elementi ha come bagaglio culturale, Federico proviene dal metal e dal grunge ma attualmente, col suo progetto solista, dal folk di matrice inglese, Antonio dal progessive e dall’elettronica, Daniele dallo stoner e dal grunge, Bruno dal Jazz, dalla fusion e dal funky.

Mac and the Bee traccia per traccia

Si parte da un'ambigua Feel You, carica di suoni taglienti e portata a mostrare una certa acidità che fa pensare ai primi Muse. Più diretta, anche se con ritmi irregolari, Unleashed, che dopo un avvio elettrico e fluido si infila in un tunnel quasi edm.

Tutt'altri toni e tendenze quelle di Asleep, più vicino al synth pop antico e moderno, e comunque forte di un'atmosfera sussurrata che però qui e là si riscalda e cambia tono.

Le cose si fanno dispari e oscure con Be like them, che ha tratti new wave e synth pop, ma anche un'attitudine da corsa molto spiccata. In apparenza più tranquilla, Body Parts fa perno sui movimenti della sezione ritmica e del basso in particolare.

Something new fa registrare una progressione iniziale importante, tutta strumentale, prima che qualche ripensamento consenta alla voce di entrare e scavarsi la propria nicchia.

I wish sceglie di nuovo atmosfere ambigue e compromettenti, facendo crescere un sound ribollente un poco alla volta. Si chiude con una Noisy movimentata e acidula, con piccoli movimenti di bacino, prima di una coda allungata e psichedelica.

Pur con una copertina difficilmente comprensibile, il disco di Mac and the Bee porta alla luce composizioni fresche e originali, con una buona cura del sound.

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