Martyr Lucifer, “Gazing At The Flocks”: la recensione

Martyr Lucifer pubblica Gazing At The Flocks, disco che esplora sonorità a cavallo fra l’alternative rock, wave e goth e altre contaminazioni. L'album nasce come un viaggio alla ricerca di una realtà diversa di un mondo nascosto che però esiste.

Seguendo il sentiero della criptozoologia incontriamo diverse creature che si scoprono avere i nostri stessi sentimenti, per quanto diverse siano e le loro voci si uniscono alle nostre in undici racconti musicali.

Lungo il percorso della lavorazione di questo bestiario musicale si sono uniti al progetto viaggiatori di spicco provenienti da ogni dove, come l’ucraina Leìt, lo svedese Adrian Erlandsson (ex-Paradise Lost), l’ungherese Naagarum e gli italianissimi Alexios e Fox che hanno registrato con la preziosa assistenza di Simone Mularoni presso il Domination Studio di San Marino.

Martyr Lucifer traccia per traccia

Dopo l'introduzione con Veins of Sand, si parte in modo vero e proprio con Veins of Sand pt. 2, aperta con sensi di allarme e urgenza, martellata di drumming.

Bloodwaters apre invece con la chitarra classica, anche se l'accelerazione è in arrivo molto presto. Si prosegue su piani eclettici con Feeders, aka Heterotrophy_Saprotrophy, con chitarre vivide ma anche una certa aria tra nu metal e new wave.

Sussurrata, intima e mitologica, ecco poi Leda and the Swan, che ha anche una breve e rumorosa pt. 2. Wolf of the Gods torna al muscolare, mettendo sugli scudi drumming e chitarre. E si prosegue con sensazioni chiaramente metal grazie a Somebody Super Like You.

Benighted & Begotten sceglie toni intimi e notturni, anche se lungo il proprio percorso ha la possibilità, sfruttata, di accelerare bruscamente. Spiderqueen si declina al femminile, risultando in una sorta di ballad ricca d'atmosfera.

Tinte scure per Flocks, punteggiata dalla batteria e caratterizzata da un cantato malinconico, ma anche da esiti quasi dance, con esplosione finale. Si chiude con Halkyónē's Legacy, aka The Song of Empty Heavens, melodica e triste.

Martyr Lucifer pubblica un disco eterogeneo e sfaccettato, che accoglie influenze diverse per ottenere un risultato interessante e molto vario.

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