Auroro Borealo: cinque minuti con…

Di Chiara Orsetti

Singoloni e Sappi che ti ho sempre voluto bene sono quanto Auroro Borealo ha voluto regalare ai suoi ascoltatori. Un progetto sicuramente indie, dove il synthpop è condito da stravaganza, ironia e voglia di sorprendere. I cinque minuti forse questa volta non basteranno... 

Sei un personaggio… Sei un’entità talmente interessante che farò una roba che sa di maturità e non di intervista: l’argomento a piacere. Raccontami quello che vuoi di te, di voi, del disco, di Tumblr, degli adesivi attaccati al casello dell’autostrada…  

auroro borealoTutti mi chiedono il perché del collarino ortopedico, sono felice di poter dare una risposta definitiva: anni addietro mi sono fatto male in un incontro di wrestling e non voglio rischiare di aggravare la mia situazione quando durante i live faccio stage diving dal palco.

In molti mi hanno anche chiesto perché ho tagliato i baffi. La risposta è che tutte le decisioni più importanti della mia vita vengono prese per me dal mio barbiere (“i Boccardi Barber Club”, via degli Armaiuoli 13, 25127, Brescia).

limonoborealo.tumblr.com è una follia del batterista Siberio, visto che non ho un sito web ha fatto tutto lui caricando le foto che scatta durante i nostri concerti. Lo trovo buffo.

Sui miei adesivi attaccati ai caselli delle autostrade non saprei, qualcuno ha cominciato a farlo ed è esplosa la mania, come i sassi dai cavalcavia negli anni '90.

Da ultimo una nota di cultura generale: sapevate che il cantante Paolo Meneguzzi in realtà utilizza un nome d’arte? Il suo vero nome è Pablo Meneguzzo. Cercate su Wikipedia se non ci credete. A me comunque piacciono entrambi i nomi e piace anche lui come cantante.

Mentre leggo, in cuor mio spero di trovare al casello uno dei suoi adesivi, fotografarlo e mandarlo a Paolo Meneguzzi. O a Pablo Meneguzzo.

Torno seria. “Il cielo in una stronza” è sicuramente un pezzo che racconta un po’ quello che tutti prima o poi viviamo… ovvero il vedere il bello in persone che ci stanno prendendo letteralmente a calci in faccia. Nella vita reale riesci a sfuggire alle stronze o sei irrimediabilmente attratto dalle storie impossibili?

auroro borealo“Il cielo in una stronza” è stata scritta al femminile perché altrimenti non ci sarebbe stato il riferimento alla celebre canzone e poi anche per deludere il mio nutrito pubblico gay, ma in realtà parla di tutti, maschi e femmine. Mi è capitato di trovare cieli in una stronza ma anche di essere il cielo in uno stronzo per qualche ragazza. Capita a tutti almeno una volta da entrambi i lati. Il punto è che quando stai con una persona in quel momento ti sembra bellissima, simpaticissima, intelligentissima e i tuoi amici provano educatamente a farti vedere che non è vero, che magari è un cesso antipatico e stupido, ma tu no, tu anzi ti incazzi pure con loro.

Poi vi lasciate e improvvisamente ti rendi conto che tutto ciò che dicevano i tuoi amici è vero. Tu vedevi il cielo in una stronza. Per assurdo è la canzone meno strettamente personale del disco e più universale, a tutti è successo, quindi non è esattamente una storia unica che ho vissuto e che quindi per la sua peculiarità credo valga la pena raccontarla. È un po’ “La Cura” di Battiato ai matrimoni, solo che la usi quando divorzi. Personalmente mi è capitato tutto lo spettro di tipologie di ragazze, ma non approfondirò per privacy e soprattutto perché io da solo sono stato tutto lo spettro di tipologie di ragazzi. 

Spesso il confine tra persona e personaggio è ben marcato, in altri casi meno. Quanto somigli nel quotidiano ad Auroro Borealo e a quel che rappresenta?

La verità? Auroro Borealo sono io. Non è un personaggio. Vivo, sento e penso più o meno allo stesso modo di come appare nel mio seguitissimo account Instagram. Ci sono degli aspetti di Auroro che sono lievemente esacerbati ma sono di solito quelli che dai più vengono considerati i più normali. Tipo, nella vita vera sono noiosissimo e vado a dormire mega presto, allora esaspero quell’aspetto (perché in realtà dopo essermi ammazzato sul palco per un’ora e mezza a suon di capriole, urla, stage diving e headbanging vorrei davvero andare a dormire e svegliarmi when september ends).

Calcare un po’ la mano sulle proprie caratteristiche, sulla propria personalità, per non uscire del tutto allo scoperto, ma quasi. Che almeno se vai troppo oltre non sei veramente tu. Lo facciamo in tanti.

Singoloni”, il tuo primo disco, contiene brani stravaganti, stonati, strani. In effetti ascoltare “Sappi che ti ho sempre voluto bene” è stata quasi una rivelazione per chi pensava di ritrovare lo stesso mood…

“Singoloni” è uscito a cazzo di cane, l’ho fatto da solo giusto per vedere che cosa sarebbe successo, in realtà non è successo niente. È un tributo alla mia passione per la musica brutta e registrata male. Poi Macareno (che nella vita vera si chiama Greg Dallavoce ed è un cantautore elegante e sensibile) mi ha detto “vecchio ma vieni da noi allo Studiozinghi che il prossimo disco lo registriamo bene e lo suoniamo in giro tutti insieme”. Allora ci siamo messi lì anche con Siberio e Galassio e abbiamo arrangiato e registrato tutto. Non so dare un giudizio di valore a “Sappi che ti ho sempre voluto bene”, ma di sicuro è la cosa che ho registrato meglio in vita mia. Tolto il fatto che continuo a cantare male.

Qual è il pezzo di cui vai più orgoglioso tra quelli che hai scelto per l’album?

auroro borealoA me piace tanto “Villano”, l’ho scritta letteralmente in due minuti (e si sente) e rido ogni volta che la ascolto. Ma in generale la cosa che ci piace di più è che il disco nella sua interezza è un bel viaggio con tantissime cose diverse, da cui è difficile scorporare una canzone qualsiasi. Questo aspetto, ovvero le canzoni tutte diverse tra di loro, lo manterremo nel prossimo disco che si chiamerà “Adoro Borealo” e uscirà a marzo 2019.

Villano è il pezzo più punk, quasi aggressivo, ma in effetti fa sorridere. E non perché ci si sta abituando all’aggressività, ma perché si avverte che è frutto di un gioco, di un delirio passeggero.

L’ultima richiesta è sempre la playlist. Sono certa che non mi deluderai, vorrei dei pezzi estivi ma che sappiano lasciare a bocca aperta, proprio come sai fare tu.

Ricchi e Poveri - Acapulco

Giorgia Fiorio - Un’altra estate (scritta da Ruggeri, la più bella melodia sulla faccia della terra)

Spliff - Carbonara (che piace a tutti, a me e anche a Macareno, Galassio e Siberio).

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