Marvo Md: affrontare le paure e superare i propri limiti

Fuori l’ultimo brano dell’eclettico Marvo Md. Il titolo, We Choose To Go To The Moon, già di per sé evocativo, richiama a gran voce il famoso discorso di Kennedy tenuto a Houston nel 1962; uno di quei discorsi che sono rimasti certamente nella storia. Lo abbiamo intervistato.

Ci racconti chi è Marvo?

MARVO MD è una sorta di alter ego, è la parte di me che ha la possibilità di esprimere dei lati più nascosti e sicuramente diversi rispetto a quello che posso fare normalmente nel quotidiano. La musica per me è espressione delle più diverse sensazioni ed emozioni, è divertimento da vivere da solo o come elemento di socialità , è interesse di diversa natura da quello scientifico e cerebrale fino a quello storico e culturale; MARVO MD è la parte di me che può liberamente approfondire e attingere a piene mani a tutto questo.

Nel tuo brano c’è una famosa dichiarazione del presidente Kennedy in vista dell’approdo dell’uomo sulla Luna. Perché questa citazione e cosa rappresenta per te?

Ci tengo a precisare innanzitutto che non sono mai stato un ammiratore di Kennedy in senso stretto nonostante sia innegabile che abbia rappresentato una svolta culturale e ideologica per l’America, anche se poi nella sua storia personale e nella sua politica ci siano state anche tante ombre.

La scelta di usare questo discorso nasce da più motivi, sicuramente la prima è la mia passione per il fantastico. Sono sempre stato appassionato di fantascienza e di fumetti, sono sempre stato abbastanza nerd in generale, e quale discorso sarebbe stato meglio di quello che annuncia la volontà di andare sulla Luna? Oltretutto è un discorso che ha una sua forte musicalità ed esprime un concetto per me importantissimo, ossia quello di affrontare le paure e superare i propri limiti e le proprie barriere. E’ un discorso motivazionale e lo trovo anche commovente in certi punti.

Più che tesa verso le esplorazioni, l’umanità sembra piuttosto schiacciata dalle paure di oggi. Che cosa ci vorrebbe per ripartire verso nuovi orizzonti, secondo te?

Concettualmente servirebbe poco dal mio punto di vista, basterebbe un maggior senso di collettività e di rispetto verso gli altri e verso ciò che ci circonda; dopotutto quali sono le paure che schiacciano principalmente l’uomo? Mi vengono in mente la mancanza di lavoro, la Terra che va incontro a cambiamenti irriversibili e la colpa non è di nessuno se non dell’uomo stesso. Da un punto di vista pratico la cosa è più difficile, certi tipi di cambiamenti culturali sono estremamente lenti purtroppo e mai voluti fino in fondo ma ciò nonostante io mi sento sempre ottimista e speranzoso sul futuro.

Che cosa hai in mente per l’immediato futuro?

Per l’immediato futuro sto già lavorando a un nuovo ep che non ha ancora una data di uscita precisa ma che probabilmente sarà tra la fine di marzo e gli inizi di aprile, sperando di poter tornare a suonare dal vivo (e sentire concerti) il prima possibile.

Tre brani che rappresentano il 2020, secondo te?

Sembra strano ma questa forse è la domanda più difficile 🙂

A ogni modo penso che i 3 brani possano essere:

Ghost Town – The Specials

Star Guitar   – The Chemical Brothers

Safe and Sound   – The Justice

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