Massimiliano Cusumano, “Island Tales”: recensione e streaming


Si chiama Island Tales il nuovo lavoro del chitarrista Massimiliano Cusumano, dieci composizioni per lo più strumentali influenzati da climi mediterranei e non soltanto. Massimiliano Cusumano nasce e si forma come musicista dietro la spinta del rock degli anni 70, ma dopo una breve parentesi,  incentra la propria passione e, quindi, lo studio sulla black music in tutte le sue espressioni.

Nella sua carriera artistica ha l’opportunità di condividere il palco con musicisti provenienti dalle band di James Brown, Whitney Houston, Manhattan Transfer, Doobie Brothers.  Registra due cd con Joe Castellano, band a vocazione soul di origine siciliana ma con guest americane. Successivamente veste i panni di compositore, musicista e produttore nel disco, omonimo, di Daria Biancardi, talento dalla voce soul che ha partecipato al talent televisivo The Voice Of Italy qualche anno fa.

Il disco trae le sue origini da tematiche arabe, africane e andaluse presenti nella cultura siciliana che, elaborate e  miscelate a  sonorità moderne, hanno dato vita a una  vera  e propria  forma musicale alternativa.

Massimiliano Cusumano traccia per traccia

Si parte da Palermo: il ben noto mercato di Ballarò è lo sfondo per una composizione morbida e leggermente velata di malinconia, in cui la chitarra indugia su trame meravigliosamente vischiose.

Più alterato il percorso di Luna, che approfitta del contributo assortito degli strumenti per colorare il percorso con letture di sapore jazz. Tribal accenna a passi più fluidi e filanti, ma con l'Oriente che si appalesa all'improvviso.

Dopo la breve Preludio si torna a trame fitte e pastose con Marettimo, capace però anche di scarti improvvisi e imprevisti. Appuntita da sentimenti di nostalgia o rimpianto, ecco poi Father, in cui il diteggio si fa più acuto.

Hifda torna a suonare più come un lavoro di squadra, mentre Arabe segue linee molto sinuose e qualche oscillazione.

Con Afrika ci si sposta in campo etnico, soprattutto grazie alle voci e ai cori che entrano quasi a contrasto del fingerpicking. Il disco si chiude in morbidezza, con Minor Question.

Un lavoro elegante e ben rifinito, quello di Massimiliano Cusumano, ricco di aria mediterranea e di suoni mai assemblati a caso.

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