Materianera, “Abyss”: la recensione

Si chiama Abyss il nuovo disco dei Materianera, progetto nato nel 2014 a Torino dall’incontro di Yendry Fiorentino, Alain Diamond e Davide “Enphy” Cuccu, tre personalità distinte e un background  musicale molto diverso.

Con questo nuovo lavoro i Materianera scendono negli abissi dell’essere umano e lo esplorano attraverso ricordi, emozioni, sogni e paure. Per la stesura dei testi Yendry Fiorentino, cantante della band, prende spunto da un recente viaggio nella sua terra d’origine (Repubblica Dominicana) durante il quale riscopre le radici del suo background culturale che la portano a scrivere, nei testi autobiografici, di spiritualità e delle numerose difficoltà che le famiglie si trovano ad affrontare quotidianamente.

Materianera traccia per traccia

Si parte da Aqua Waves, a chiarire le fluidità liquido-elettroniche del disco, pezzo più strumentale che vocale, con grandi flussi di suono che si spostano da un lato all’altro.

Più rarefatte le atmosfere di Song2, in cui però la componente black e d’n’b cresce con il ritmo. Battito prominente anche in Mr.Medicine, molto determinata e con profili electro-pop.

Con Father, esaurita una breve introduzione per voce e rumori di fondo, si asciugano ulteriormente le sonorità, con voce e beat a dominare la scena, accogliendo altre melodie soltanto in un secondo tempo.

Voci che emergono dal profondo quelle di Hole in the water, che però appronta schermaglie sonore che viaggiano tra electro, soul e pop propriamente detto.

Molto più versata in componenti elettroniche Space, che però porta in rilievo anche contorcimenti e un senso di lotta generale. Momenti più composti quelli di Pray, che segue una china elegante e malinconica.

Ocean inizia d’improvviso, aggredendo l’ascoltatore, ma con modi morbidi. Le tendenze sviluppate poi sono quelle più affini all’hip hop. Più ariosa Smoking Gun, che pure non perde una certa aria “confrontational”.

Darkest Abyss scava più a fondo, con l’ausilio di suoni sintetici ma soprattutto della voce, qui probabilmente al proprio punto più alto. Da metà brano in avanti si parte su ritmi EDM che cambiano il panorama. Jotello è la via d’uscita strumentale dal disco.

Un disco oscuro, dalle componenti varie ma complessivamente molto ben realizzato, quello dei Materianera. Le varie sfaccettature del disco lo rendono interessante e molto completo.

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