Newlanders al Pantagruel: il report

E’ un “ritorno a casa” quello dei Newlanders al Circolo Pantagruel di Casale Monferrato (Alessandria), città d’origine della band, sostenuta da un pubblico piuttosto numeroso e rumoroso.

Rock e blues si fanno largo fin dall’apertura del live. La band a quattro elementi ha una formazione con basso-batteria-tastiere a spalleggiare voce e chitarra acustica, almeno sulle prime.

Il terzo pezzo del set è Frisco, annunciata come proveniente dalla formazione preesistente ai Newlanders, i Voodoo (“però ci piace tanto suonarla”), un brano effettivamente divertente, energico ma con avvallamenti ritmici più pensosi.

Arriva poi una più incisiva Superhero, a mostrare anche un lato più aggressivo della band. Questa come molte altre canzoni della serata arriva da Uno, disco d’esordio, almeno con questo nome e questa formazione, della band (qui recensione e intervista),

A rafforzare le idee e le atmosfere si passa alla chitarra elettrica con brani che a volte privilegiano il blues, ma spesso anche innervosite da idee rock. Dopo alcune leggere deviazioni psichedeliche si procede a punteggiare la serata di cover, a partire da una robusta Bette Davis Eyes (ma ci sarà spazio anche per Van Morrison, Pearl Jam, persino Cindy Lauper).

Si torna al blues, evidente amore fondante della band, con qualche problema di mix per le tastiere poco udibili. Ma se qualche particolare va perso nel discorso generale, se qui e là ci sono imperfezioni, l’impressione complessiva è comunque quella di una band molto energica ma anche in grado di trasmettere versalitità e sensazioni di colore differente.

Dopo Invisible boy si chiude con il singolo Lovestory, a chiudere con un set di buona sostanza, appagante e divertente.

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