Mille Punti, “Retrofuturo”: recensione e streaming

Retrofuturo è l'album d'esordio di Mille Punti, disponibile su Spotify e tutte le principali piattaforme streaming per Vetrodischi / A1entertainment.

Copertina con una bellissima simil-Maria Schneider, disco music all'italiana con quel tocco di psichedelia, una voce calda e profonda che racconta la malinconia dei ricordi e la goduria della vita, quel passato che si ripresenta continuamente e la voglia di andare avanti, spingendosi sempre un po' più in là.

Giovedì 4 aprile, Mille Punti presenterà al Circolo Magnolia di Segrate Retrofuturo", accompagnato sul palco da Riccardo Montanari (Belize) e Marco Manini (Les Enfants).

"Il tema ricorrente di Retrofuturo è l'idea di un passato che ritorna continuamente nel presente sotto forma di ricordi, visioni, voci... Da un punto di vista musicale ho voluto mischiare influenze marcatamente anni '70 con dei suoni molto moderni e "futuristici", praticamente il futuro visto da un musicista del 1974.

In fin dei conti, Retrofuturo è sia il passato che ritorna nel presente, sia il futuro visto dal passato. La sensibilità verso queste tematiche è dovuta al periodo molto delicato in cui ho scritto questo disco, dopo lo scioglimento della mia band storica e la fine della storia più lunga che abbia mai avuto. "

"Retrofuturo" è stato prodotto e mixato da Giacomo Carlone presso Supermoon Studio.

Mille Punti traccia per traccia

I ritmi sono quasi da Alan Sorrenti, ma non ci sono falsetti assassini in Guidare con te, traccia di apertura di Retrofuturo. Ma il fascino della disco music leggermente funkeggiante è già tutto lì, comprese le immagini di guida notturna, presumibilmente su uno spider Alfa rosso fuoco d'antan.

Una stupida follia, visto che lo abbiamo evocato, include anche qualche falsetto; la chitarrina che funkeggia è sempre lì, insieme a un passo questa volta un po' più irregolare.

Il basso dardeggia mentre si racconta di surfisti e dell'estate dei Mondiali (che ovviamente sono quelli del '74 in Germania Ovest, Crujff, Beckenbauer eccetera) in Atlantico, canzone palesemente estiva e agile, senza mai rinunciare a quell'atmosfera di malinconia leggera.

Ballatona super romantica con un po' di "uooo-o", ecco poi il singolo Non è successo niente (in realtà, come ci ha raccontato lo stesso cantautore in questa intervista, non c'entra una relazione sentimentale ma la rottura con la band precedente).

Il groove del basso fa alzare i giri di nuovo in Piccola velocità, con qualche inciso fra Bee Gees e Earth Wind & Fire, con un senso molto black di ritmo e suoni.

Qualcosa di speciale ha tinte un po' più oscure, con il basso sempre vivido e protagonista, e coretti sfumati che provano a rendere più leggera la situazione.

Giacca di pelle e faccia confusa è l'autodescrizione che tratteggia l'atteggiamento di Una storia per noi, molto più ricca di synth rispetto al resto del disco, forse per una volta più 80s che 70s.

Si chiude con una malinconia un po' psichedelica grazie a Quando guidavi tu, canzone gonfia di rimpianti anche piuttosto rabbiosi.

Operazione interessante e indubbiamente affascinante, quella di Mille Punti, che fa riemergere suoni antichi ma tornati prepotentemente di moda, infondendo però contenuti cantautorali seppure molto pop, con risultati coinvolgenti e divertenti.

Genere: disco music, vintage pop

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