Milo Greene, “Adult Contemporary”: la recensione #TRAKSTRANGERS

I Milo Greene pubblicano il proprio terzo album, Adult Contemporary (Nettwerk). Dal 2012, anno in cui hanno pubblicato l’album di debutto che portava il loro nome, l’interesse per la band è esploso e i loro brani sono stati suonati ovunque: anche in serie TV come Grey’s Anatomy e Supernatural. Con Adult Contemporary la band dimostra, fra intensità emotiva e humour, di essere maturata.

Milo Greene nascono dall’incontro fra Robbie Arnett (fidanzato dell’attrice Elizabeth Olsen, che abbiamo visto, e che vista è stata, in Avengers) e Graham Fink a Los Angeles, e il loro successivo connubio artistico con Marlana Sheetz.

Milo Greene traccia per traccia

Dopo l'introduttiva Easy Listening pt. 1, si passa alle armonie semplici di Be Good To Me, tanto influenzata dal folk quanto dal pop cantautorale.

Altri ritmi e qualche traccia di post punk si rivela in Young at heart, in cui la voce dominante è quella di Marlana, che spunta fra i synth.

Con Drive si torna a sussurrare invece che ad alzare la voce, con risonanze lunghe che aggiungono un che di malinconico. Anche Please Don't si muove più che altro per accenni, con qualche piccola carartteristica etno che si insinua.

L'elettronica e qualche aroma anni '90 si presenta in Slow, che poi si allarga con cori e battiti attutiti.

Entra la batteria (e non succede spesso, nell'album) in Move, che recupera gusti pop, accompagnandoli con un buon groove di basso e con qualche retrogusto Fleetwood Mac.

Apertura lirica (nel senso di tenori, canzoni d'opera eccetera) per Runaway Kind, che ammette nel proprio corso anche qualche nota acidina di chitarra in un brano che fa riferimento esplicito alla disco anni '70.

A seguito dell'altro intermezzo Easy Listening Pt. 2, ecco Your Eyes, che vira sul coro gospel, almeno sulle prime, mantenendo comunque una rotta piena di soul.

Wolves attacca diretta, picchia fitto con il drumming e si scrolla di dosso molte questioni irrisolte. Worth the Wait invece chiude il discorso in maniera più soft, ma anche con un coro quasi universale.

Ogni canzone ha sapori diversi, e già questo basterebbe a rendere il disco dei Milo Greene interessante. In più va detto che ogni canzone, anche la più pop, risulta curata nei dettagli e ricca di buoni spunti.

Genere: pop

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