Mr Everett, “Umanimal”: la recensione

Umanimal, in uscita il 12 ottobre 2018 su etichetta Grifo Dischi, è il primo lavoro discografico ufficiale dei Mr Everett. Nato nel 2015 dalle menti di quattro ragazzi con base a Bologna, Mr Everett è un progetto multisensoriale che affianca alla musica un’importante componente visiva e - in occasione dei live - un’esperienza sensoriale di totale interazione con il pubblico.

Dopo due anni concerti in tutta Italia e l’uscita di un primo ep (Uman, 2017), per Mr Everett è arrivato il momento del primo disco ufficiale. Idealmente diviso in due capitoli distinti - Uman e Animal - ma intrecciati tra loro, l’album racconta la storia del cyborg Rupert e il suo viaggio interdimensionale.

Il concept su cui si basa il progetto, infatti, ruota attorno alla storia del cyborg Rupert e dei suoi compagni Mr Owl, Mr Fox e Mr Bear che lo ritrovano, perso e senza memoria. Saranno i suoi compagni di viaggio ad accompagnarlo per mano alla scoperta di sé e del mondo che lo circonda, per riportarlo infine nella sua dimensione.

Mr Everett traccia per traccia

Si parte da Japanese Safari, che evoca ovviamente atmosfere da Estremo Oriente arricchendole però con sensazioni synth pop, offrendo contrasti singolari tra sensazioni di origine diversa.

Meno contrastata e più lineare sembrerebbe sulle prime Be You, ma i sample e le percussioni fanno il possibile per complicare il percorso del pezzo.

Gamelan si muove su atmosfere più rarefatte e astratte, producendo sensazioni comunque accavallate su strati sonori diversi.

La seguente 6AM alterna fasi parzialmente cupe ad altri momenti un po' più festosi, in un trionfo di piccoli suoni elettronici.

Circa a metà disco ecco la cover di Wicked Game, one hit wonder targata Chris Isaak, qui spogliata di parte della sensualità dell'originale (che ridondava anche un po', a dire il vero) e rivestita di abiti sintetici che ne disegnano le forme in modo del tutto differente.

Burn the Ground approfitta di battiti dance per un pezzo che moltiplica le voci ma procede in modo univoco. Elettronica appuntita anche ai primi passi di Netrip, poi gradualmente arricchita, allargata e ammorbidita, ma con un senso di ambiguità che aleggia.

Twins esce dalle ambiguità con linearità e una certa dose di sentimento, di rimpianto, di risentimento in crescita progressiva. La chiusura con Rollercoaster è apertamente pop, anche più di quanto sentito in precedenza nel disco.

Dylan Thomas è fra i pezzi più singolari del disco, con atmosfere sonore minimali, più che altro un affare di beat, cori e loop, su cui si innesta un cantato determinato e asciutto, ma oscuro.

Buone le atmosfere e buona la costruzione dei brani nell'album dei Mr Everett, che sono in grado di pubblicare un disco significativo, godibile e interessante già all'esordio.

Genere: synth pop, electro

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