Nevica, “Tengo”: recensione e streaming

Torna sulle scene il musicista e produttore Gianluca Lo Presti per dar vita a un nuovo percorso musicale sotto il moniker di Nevica in cui fondere le anime dei suoi precedenti progetti Nevica su Quattropuntozero e Nevica Noise (lo avevamo intervistato per TRAKS MAGAZINE: leggi qui).

Fondatore del Loto Studio di Ravenna e della label Discodada Records; al lavoro come produttore con Simona Gretchen, Delenda Noia, Tiyng Tiffany, Ronin e Caron Dimonio; cantautore e musicista a 360 gradi, Lo Presti con Tengo – in uscita per Area51 Records – regala il secondo capitolo della cosiddetta Trilogia dell’anima, iniziata con l’album Sputnik del 2016.

Si tratta di un lavoro composto da canzoni vere e proprie che prendono spunto dalle tematiche del famosissimo romanzo 1Q84 dello scrittore giapponese Haruki Murakami per poi intrecciarsi con riferimenti fortemente autobiografici dell’autore stesso dal tono introspettivo.

Nevica traccia per traccia

Messaggi in codice e sonorità new wave ispirano Il Nostro Suono, passo iniziale e già piuttosto tempestoso del disco.

C’è un recitato che apre la più tranquilla Tina e Swaraj, che ha suoni minimali per far emergere meglio la voce e continuare il filo della narrazione.

Outing parte II ha un ingresso altrettanto minimale, ma dura poco: si parte presto con battiti rumorosi.

Si riabbassano i toni con Due Lucertole, racconto che si insinua e si costruisce sulle assenze, con un po’ di dark wave che si stende su concetti electro.

Temporali in arrivo su Aomame nascosta nell’appartamento, interlocutoria ma non troppo. Anzi con il procedere del discorso ci si accorge della voluminosità del brano, intenso e oscuro.

Tengo (Ghost writer) è dedicata nello specifico al protagonista del romanzo, con suoni che gradualmente diventano quasi industrial, mordendo la carne dei concetti, benché il cantato mantenga la calma e si collochi a una certa distanza.

Altri venti di tempesta agitano AniMadre, che ha risonanze profonde e ancora più in profondo scava con testo e sensazioni.

Si chiude con Ghiliachi, un finale alla ricerca di protezione, con un certo senso di desolazione sonora che pervade tutto.

Un po’ dell’algida scrittura di Murakami (piuttosto tempestoso poi quando serve) filtra anche nel disco di Nevica/Lo Presti, che in realtà è impegnato anche a tradurre sensazioni proprie nell’album.

Rispetto a episodi precedenti, Lo Presti qui si àncora a un discorso che sa più di canzone, di album, di struttura standard, il che non gli impedisce di sperimentare a livello sonoro e testuale, anzi in qualche senso gli lascia mano libera.

Genere:

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