Fuori da oggi, venerdì 23 ottobre 2020, Eroi del 2020, l’album di debutto di Piro, cantautore romano classe 1991 che, dopo una serie di singoli, tra cui l’ultimo Città D’Oriente, sceglie di svelare completamente il suo mondo fatto di timidezza esasperata e sentimenti spropositati, momenti difficili, amore non corrisposti e vacanze in solitaria.

Gli eroi del 2020, dice Piro, siamo tutti noi. Noi con il nostro non essere per niente eroi, che pensiamo di essere importanti per qualche motivo che non esiste. Noi che viviamo tutti i giorni le nostre vite normali, tentando di dimenticarcene per il tempo di una birra, di un concerto, di un bacio. Soprattutto gli eroi di cui parlo sono quelli che continuano a provare sentimenti, che si emozionano per le cose. Quando ho scritto questo disco volevo che il titolo si rivolgesse ad un futuro molto vicino. Non avevo calcolato che i tempi di lavorazione lo avrebbero fatto diventare il presente, ma spero non diventi anche subito il passato”.

Piro traccia per traccia

Come tutti i giorni apre il disco in modo morbido e con accompagnamenti di archi. Benché l’andamento del testo abbia caratteristiche piuttosto romantiche e intime, non si sconfina nello sdolcinato.

Molto più carnali gli istinti espressi in Una settimana, che sceglie sonorità molto più orientate dal synth. Dialoghi, a volte con se stesso, occupano più o meno tutto un testo fatto di pensieri abbastanza scomposti.

Ritmi contenuti quelli di Come se, che si colora di suoni un po’ vintage, con un’attitudine narrativa, e con questa voce che fa pensare un po’ a Morgan epoca Bluvertigo.

Ampi giri di chitarra ad aprire E tu no, serie di domande e risposte negative, con un po’ di ironia. Divertimenti liquidi e prospettive futuristiche, ma un po’ amare, ne La donna del futuro.

Battiti un po’ più profondi quelli che porta con sé Questo vento, ambientata a Roma ma con scenari un po’ diversi dal solito. Quasi trionfale l’esordio di Vodkaredbull, che ha atteggiamenti new wave, ritmi acidi, una cascata di parole, per raccontare un approccio un tantino faticoso.

Ecco poi il singolo, Città d’Oriente, che parte dai baci, che torna su toni molto morbidi, parlando di attese e di distanze ma con tranquillità. Il disco si chiude con Mi piacerebbe volare, altro pezzo ricco di fantasia ed escursioni mentali.

Stralunato, piuttosto originale, singolare senza dubbio: Piro propone un debutto curioso e significativo, con molta dolcezza e qualche tratto ironico.

Genere: cantautore, itpop

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