Recensione: Blank, “Demo” #ScouttraKs

Nascono nel 2014 a Genova e oggi presentano il loro Demo: ecco i Blank, quintetto formato da Paolo Barbaro (chitarre), Fabrizio Ferro (batteria), Alessio Lai (chitarre), Luca Morga (basso) e Alessandro Vito (voce). Il loro sound si richiama in modo aperto al grunge degli anni '90 anche se con connotazioni piu' moderne.

I testi sono cantati in inglese e affrontano temi come il senso di inadeguatezza, le incertezze e le paure di questi anni. Il demo, che contiene sei brani, è stato registrato in presa diretta presso i Blackwave Studio di Genova.

Blank traccia per traccia

Il primo passaggio del disco è Sweet, che di dolce ha principalmente il titolo: la traccia è infatti piuttosto amara, rumorosa e influenzata dallo stoner e generi collegati. Le chitarre ribollono e si macerano nell'oscurità, l'atmosfera è minacciosa e la voce si concede qualche licenza, pur mantenendo il tono contenuto.

Drumming articolato quello che sottolinea i ritmi di My Brain, in cui anche il basso mette in evidenza trame piuttosto fitte. Nella seconda parte si evidenzia un'escalation delle chitarre, con qualche idea che può portare sia al metal degli anni Ottanta, sia a certe escursioni chitarristiche dei 90s.

Out of Control si presenta con una certa potenza dispiegata fin dalle prime battute del brano, caratterizzato da una batteria piuttosto corposa. Si vira sul malinconico con Twist of Fate, che conta su assoli (non sempre precisissimi) di chitarra, e su esplosioni improvvise ma estese di collera e di elettricità.

Brani di oscurità si ritrovano anche all'interno di Sacrifice, che parte lenta, ma poi si risveglia e cambia ritmo, evocando la propria aggressività e nuove velocità, in quella che finisce per assomigliare a una breve suite. Meno tortuosa la strada che affronta Shadow, a chiusura del disco, caratterizzata da un sound più diretto e da un lavoro molto rumoroso di batteria e chitarre.

L'originalità non è il primo connotato che si può associare ai Blank, che cercano di sopperire con l'energia. All'interno del genere di appartenenza la band può comunque costruirsi un buon seguito, soprattutto se dal vivo saprà essere all'altezza, in particolare nei brani più vivi e potenti.

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Se ti piacciono i Blank assaggia anche: “Of Trees and Demons”, Narrenschiff

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