Recensione: Dainocova, “Dark Tropicana”

DAINOCOVAE’ appena uscito Dark Tropicana, nuovo album di Dainocova, dalla copertina vagamente allusiva: registrato ad agosto del 2015 da Mattia Coletti nello Studio Mobile di Falconara Marittima, il disco contiene dieci tracce voce e chitarra, tra sensazioni intime e discorsi più vasti.

Dainocova traccia per traccia

Si parte da Pegaso, cavalcata acustica attraverso scenari sonori semplici. Si passa a idee anche più personali con Tonno, ma anche verso un testo che ha qualche tratto di surrealtà. Complessivamente serena Bamboo: anche qui si attraversano paesaggi quotidiani, ma spesso con qualche particolare stralunato.

Più insistita Barcaro, che utilizza cori e modalità quasi da canzone popolare. Più tranquilla, e attenta a piccoli drammi attuali, Fontana Fantasma. Un continuo girare racconta una storia morbida e triste.

La mia arte lascia piccoli spazi alla meditazione su un brano non privo di spunti ironici. Capo tribolazione sottolinea questioni in comune con alcuni cantautori tradizionali, tra giri di chitarra insistenti e battimani.

Storie di vento e personaggi strani in Tutto in un giorno, dall’andamento piuttosto sincopato. Si chiude con Dark Tropicana, la title track, che arpeggia morbida, alludendo stavolta a orizzonti lontani, forse più mentali che visibili nella realtà.

Il tocco del cantautore accompagna con dolcezza tutte le dieci canzoni del disco di Dainocova, cui servono pochi tratti di pennello per tratteggiare ritratti spesso appena accennati ma non difficili da focalizzare, lontani dalle mode e attenti alla propria realtà.

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