Il Reparto Psichiatrico, “Qualcosa più di niente”: la recensione

il reparto psichiatricoI lucchesi Il Reparto Psichiatrico effettuano il proprio esordio su disco. L’album s’intitola Qualcosa più di niente e sarà pubblicato domani, 28 settembre 2017. Anticipato dal videoclip de La mia notte, il disco si compone di dieci tracce tra rock e cantautorato, con qualche deviazione fantasiosa.

Il Reparto Psichiatrico traccia per traccia

La prima traccia è La mia notte, breve ma già piuttosto stralunata, con ripetizioni a loop e una certa potenza pishcedelica sul finale. Laputa invece articola una sorta di filastrocca rock, che mette in evidenza chitarra elettrica, pianoforte e una certa teatralità.

Melodie allegre ma anche suoni concitati caratterizzano Moby Dick, altra canzone che vive di contrasti e di accelerazioni improvvise, con un po’ di Cecco Angiolieri nel finale. Si prosegue in ambito letterario con una più calma Oz, plastica ed elettrica, con qualche crisma pop.

Humpty Dumpty sceglie sonorità di blues elettrico, con una ritmica irregolare e prosegue, nel testo, con discorsi favolistici. Il Funerale del Clown apre con Mary Poppins e torna a giocare con i suoni. Apatia accelera e fa i conti con ritmi sincopati, synth, forme depressive e di nuovo la chitarra protagonista.

Questioni infantili anche quelle incontrate in Ti ho preso il naso, sonorizzata in modalità alternative. Il telefono squilla costituisce una sorta di lato B della canzone precedente. Si chiude con Il mio bambino difficile, che ha profili psichedelici pur in un contesto molto tranquillo.

La linea di continuità dei testi de Il Reparto Psichiatrico trova una buona rispondenza nell’omogeneità dei suoni. La band rimane prigioniera di fiabe e filastrocche, anche se nel complesso il disco è divertente.

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