Requiem for Paola P., “Ho vissuto confusione”:

Dopo sei anni di silenzio tornano con un nuovo disco i Requiem For Paola P., formazione bergamasca nata nel 2007, che con Ho Vissuto Confusione, produzione diy, conferma la sua viscerale attitudine punk, la poliedrica predisposizione alla sperimentazione e la peculiare sofisticatezza della dimensione lirica.

Aspettare che cessi la pioggia, aspettare l’autobus, aspettare che passi il mal di testa o forse solo aspettare un disco. Sei sono gli anni sono passati dall’ultimo disco dei Requiem for Paola P., lavoro che portava con sé cambiamenti di varia forma, un lavoro lungo, articolato, stratificato. In mezzo tanto tempo, tanto aspettare, tanto perdersi, tanta confusione, quella che permea la società dell’oggi, contraddittoria, alterna, vacillante tra i suoi dubbi di forma, origine, scelta

Requiem for Paola P. traccia per traccia

Si parte con i Lacrimoni, un pezzo ruvido che apre le danze con molta rabbia e molte chitarre, in modo diretto ma ricco di risentimento.

Oggi a te, domani a te conferma l’aggressività ma la tende su ritmi più ragionati e meno punk: si viaggia anzi più su ritmi stoner, ma sempre senza tirarsi mai indietro.

Apertura quasi alla Van Halen per Porto Rancore, che poi si configura invece come un altro pezzo acido, benché più aperto dei precedenti.

Parte forte e poi rallenta Clemente Smarrito, che scarica energie su un racconto oscuro e vibrante. Si rallenta poi per raccontare Gli anni simili, che però poi si fa più serrata e regala immagini macabre in serie.

Fluida e rapida, ecco poi Finestre di niente, che è quasi portatrice di umori positivi, soprattutto rispetto alle altre dell’album. Risonanze profonde per Avrà i tuoi occhi, che fa perno su un drumming molto robusto, su un mood ribollente e su qualche eco pasoliniana.

Il disco si chiude con Il giorno di festa, ovviamente non molto festosa, anzi contrastata e combattiva. Si parla di tempeste e di silenzi irreali, ma anche di pianificare una rivoluzione, mentre le chitarre prendono possesso del finale dell’album.

Sei anni di risentimenti assortiti si sono riversati nelle otto canzoni dei Requiem for Paola P., che non perdono energia ma acquistano focus e maturità, in termini di costruzione del sound e dei testi. Una conferma, per un disco meritevole di ascolto.

Genere musicale: punk, metalcore

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