Roberto Angelini, “Il cancello nel bosco”: recensione e streaming

S’intitola Il cancello nel bosco il nuovo album di Roberto Angelini, in uscita per la sua etichetta FioriRari. L’autore, produttore e chitarrista torna a 9 anni di distanza dall’ultimo lavoro di inediti e ne Il cancello nel bosco raccoglie, tra gli altri, alcuni brani scritti e prodotti insieme a Gigi Canu e Marco Baroni dei Planet Funk, inserendo anche la propria interpretazione del brano L’Isola scritto da Angelini per Emma Marrone e da quest’ultima portato al successo nel 2018, alternando momenti di cantautorato a episodi strumentali in cui emerge appieno la capacità compositiva e performativa di Roberto Angelini, da anni tra i musicisti più apprezzati del nostro panorama musicale.

Con una carriera televisiva ormai quasi decennale – dapprima su Rai3 con Gazebo poi su La7 con Propaganda Live – che ha consacrato la sua popolarità, Roberto Angelini ha attraversato la musica italiana in moltissimi modi e realizzato infinite collaborazioni con numerosi artisti: tra le più recenti la firma come co-produttore dell’ultimo pluripremiato album di Niccolò Fabi Tradizione e Tradimento e quella di produttore del primo disco di Margherita Vicario.

Roberto Angelini traccia per traccia

Si parte proprio aprendo Il cancello nel bosco, con uno strumentale di quasi tre minuti appassionato, leggermente elettronico e qualche stilla di psichedelia.

Il canto arriva con la ben nota Condor, ritmata e ricca di sensazioni r&b, fiati, cori e tutto. La scrittura elegante e consapevole di Angelini si plasma in un brano notturno e molto cantautorale.

Cresce un po’ per volta L’isola, canzone prestata e poi ripresa da Emma, qui in una versione che cresce gradualmente a livello sonoro, pulsazione dopo pulsazione. Piuttosto fitta di suoni anche Manicomio, una richiesta di contatto con un po’ di ritrosie, nostalgie, ripensamenti.

Dopo la breve ripresa di Il cancello nel bosco pt. 2 si transita anche per Il complotto delle foglie parlanti, altro strumentale, questa volta un po’ più appuntito e quasi western. Molta dolcezza si sparge in Incognita, acustica e narrata in modo plastico.

Ecco poi L’era glaciale, brano dinamico e “orchestrale”, con qualche indizio vintage, protagonista anche dell’ultimo video del cantautore. La chiave del cancello, a guida del pianoforte, è il brano strumentale più struggente.

Si alza in volo poi la Libellula, canzone di rinascita che parla di un “periodo nero che non mi va di parlarne ora”, forse non senza qualche riferimento a ben note vicende pubbliche recenti. Il brano è sincopato e quasi tropicale nei ritmi e anche fra i più creativi del disco. Ultimo capitolo del fil rouge dell’album, ecco Il cancello nel bosco pt. 3. Il lavoro si chiude con un altro strumentale, Hedra.

Grande padronanza del mezzo per Roberto Angelini, che rimane una delle voci e delle penne più sensibili e interessanti del cantautorato delle ultime generazioni. Gli strumentali forse potevano essere scremati un po’, ma hanno la virtù di tenere insieme bene un disco coerente e molto ricco di senso e di sentimento.

Genere musicale: cantautore

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