Saraluce: “Racconto l’amore per farlo diventare eterno”

Di Isabella Rizzitano

Si intitola La Fine Non Esiste il primo disco di Saraluce, nome d'arte di Sara Magra, cantante bresciana classe 1988. Un disco partito da Velluto, primo singolo della cantautrice, che ha portato Saraluce alla realizzazione di un album autoprodotto.

Abbiamo raggiunto Saraluce e le abbiamo fatto alcune domande per conoscerla meglio.

Com’è stato essere per il tuo disco arrangiatrice, autrice, insomma, quasi tutto quel che potevi fare lo hai fatto tu… Che cosa ha significato questo per te, soprattutto visto che si tratta del disco d’esordio?

Inizio dicendo che tutto il lavoro di produzione del disco l'ho svolta insieme a Marco Franzoni che, ha scritto, arrangiato e prodotto insieme a me tutte le tracce e poi mixate e masterizzate presso il suo studio, Bluefemme Stereorec. 

È stata sicuramente un'esperienza molto nuova e un sogno che si è realizzato. Insomma lavorare in uno studio vero è un'esperienza che ho sempre sperato di poter vivere. Ho cercato di acquisire maggiori informazioni possibili e di far emergere le mie idee attraverso gli arrangiamenti e le sonorità che abbiamo ricercato in modo molto attento e quasi maniacale.

Volevo che uscisse la mia semplicità in modo autentico ma con una certa determinazione. Soprattutto desideravo che la musica che più mi rappresenta facesse da vestito per i miei testi assolutamente autobiografici. Devo dire che sono contenta del risultato. È stato un lavoro molto arricchente, anche se faticoso, a volte, ma mi ha molto nutrita. 

Nel tuo lavoro parli di amore, è stato un percorso terapeutico scrivere questo disco?

Sì, questo disco racconta di una storia d'amore che ho vissuto e che sapevo sarebbe finita, per varie motivazioni, quindi ho voluto concedergli, attraverso la musica, la possibilità di diventare eterna. È stato molto doloroso il processo di scrittura ma anche istintivo e sicuramente catartico. Me ne sto accorgendo adesso forse, più che mai.

Riascoltando e cantando, dopo tempo, questi brani, mi rendo conto del processo che è avvenuto dentro di me. L'amore è restato anche se sono andata oltre e mentre ogni parola di questi testi riporta in superficie emozioni molto vivide, io riesco a esprimere un'intensità diversa rispetto a prima. Una sorta di salvezza ritrovata. 

Qual è il brano, se c’è, a cui sei maggiormente legata?

Amo tutte le tracce nello stesso modo ma  sicuramente Settembre, per me, corre su binari paralleli. Direi che a quella canzone mi unisce un legame viscerale. 

Hai degli artisti a cui guardi, a cui ti ispiri?

Tanti mi hanno ispirata. Nella scena italiana sicuramente artiste come Elisa, Giorgia e Cristina Donà mi hanno notevolmente accompagnata negli ascolti e sempre molto emozionata. Ma la mia band preferita restano i Subsonica che amo e ascolto fin dal loro esordio. 

Dal punto di vista internazionale, mi ha notevolmente ispirata Lana Del Ray, per esempio nelle atmosfere. 

Nel futuro di Saraluce cosa c'è? Qual è l'augurio che vorresti fare alla te nel prossimo futuro?

Mi auguro di poter suonare dal vivo questi brani, con la mia band che, ha saputo donare alle canzoni un suono molto caldo e pieno di quel fuoco che io sento dentro e ricerco. E mi auguro di potermi rimettere presto a lavorare a qualcosa di nuovo e inedito. Nuove storie da raccontare. 

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