Scicchi: ho ancora molte cose da dire

Dopo l’esordio con Fragile, inserito nella playlist di Spotify “Sanguegiovane”, Scicchi pubblica 4 SU 4, l’inno al futuro del cantautore romano, registrato tra La Spezia e Forum Studios di Roma, lo storico studio del Maestro Morricone. Lo abbiamo intervistato.

Ciao Scicchi, partiamo dalle cose semplici: il tuo nome d’arte. Leggiamo che deriva da un soprannome che ti porti dietro ormai da anni…

Ciao! Sì, mi ci chiamano fin da quando sono ragazzino, viene dal mio cognome che è “Scicchitano” e le persone lo spezzano rendendolo semplicemente “Scicchi”  che oramai da tempo è praticamente il mio secondo nome.

Sei giovanissimo, eppure la tua musica sembra essere ben diretta verso una “maturità” invidiabile. Ci racconti un po’ qual è stato il tuo percorso fin qui, prima di incontrare La Clinica Dischi?

Prima di incontrare La Clinica ho suonato in diverse band, fin da piccolo i miei genitori mi hanno trasmesso la passione per la musica tramite i viaggi in macchina, portandomi poi a suonare la chitarra classica alle medie, da lì ho formato la mia prima band con cui ho iniziato a scrivere le mie prime vere canzoni e a fare un po’ di concerti qua e là, per poi arrivare alle superiori a fondarne un’altra con cui ho decisamente ampliato le mie conoscenze e esperienze musicali.

Ecco, com’è avvenuto l’incontro con la label spezzina?

L’incontro con La Clinica è stato veramente inusuale, nemmeno io a raccontarlo riesco a capirne bene la cronologia. Ero in una band e abbiamo mandato dei provini all’email de La Clinica, il roaster era chiuso ma ci hanno comunque indirizzato verso un’altra casa discografica, Revubs Dischi. Da lì le cose tra la band si sono iniziate a sfaldare, fino a scioglierci. Grazie anche a un mio amico ho comunque continuato il mio percorso tenendomi in contatto con Revubs Dischi, che da lì a poco mi ha chiamato per dirmi di entrare in Clinica.

Qualche mese fa, il tuo primo singolo. Oggi torni con 4 SU 4. Ti va di raccontarcelo?

Certo, 4 SU 4 è nata mentre riguardavo delle vecchie foto insieme a dei miei amici delle superiori, e mi sono accorto di quante cose sono cambiate, da amici che si sono trasferiti, ad amici che sono diventati totalmente l’opposto di com’erano. Ho voluto semplicemente riesumare dei vecchi ricordi in cui non c’erano veri e propri problemi e tutto era più semplice.

Quali sono le cose che, come racconti nel tuo brano, ti hanno fatto crescere e perdere un po’ di quella genuinità tipica dell’infanzia?

Più che altro le preoccupazioni, l’ansia che oramai è diventata una vera palla al piede, quando sei più piccolo, l’unica preoccupazione che hai (se vogliamo chiamarla così) è la scuola, o comunque quello è il tuo ruolo in quel momento. Quando invece finisci il percorso di studio inizi a vedere chiaramente tutto il contorno, il lavoro, i soldi e un’indipendenza a cui magari non eri nemmeno pronto.

Tra l’altro, il tuo ultimo singolo presenta citazioni diverse, che pescano da più mondi musicali. E il tutto è stato confezionato tra La Spezia e Roma… in uno studio molto particolare! Raccontaci di più.

Diciamo che puntiamo molto sulla versatilità, non vogliamo stanziarci in un solo tipo di genere o di musica. Abbiamo registrato 4 SU 4 a La Spezia negli studi de La Clinica, un po’ di settimane dopo vengo chiamato e mi viene detto che i ragazzi hanno avuto una super idea per il pezzo, da un arpeggio semplicissimo fatto sul letto hanno stravolto tutto quanto grazie anche alle fantastiche chitarre di MARTINY e ovviamente anche grazie agli archi registrati appunto ai Forum Studios di Morricone, esperienza incredibile a cui stento ancora a credere. Mettere piede in un posto dove gran parte dei Big della musica hanno messo piede.

Cosa dobbiamo aspettarci ora da Scicchi?

Scicchi ha ancora molte cose da dire, e siamo solo all’inizio, tanti bei progetti futuri stanno prendendo piede e non vediamo l’ora di metterli allo scoperto.

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