Sneer, “young_again”: recensione e streaming

Esce su tutte le piattaforme digitali per Record Y il primo disco degli Sneer dal titolo young_again. Mescolando elementi di rock, funk, jazz, hip-hop e con un’attitudine lo-fi, il disco propone una variegata soluzione di numerose corte composizioni, prodotte ad hoc con una dose massiccia di post-produzione.

Sneer traccia per traccia

Il basso, il sax e tutto il resto: Apostles apre il disco con una linea fluida che appartiene al funk e al jazz ma che segue percorsi propri, disegnando in modo lucido e a tratti esplosivo. Con qualche glitch a seminare il panico, qui e là.

Si approda poi a Isle of Saints, che è raccontata con un movimento molto fitto del basso, che conduce verso isole piuttosto sognanti e fiorite di creatività. Tutto senza rinunciare mai a un ritmo continuo e battente.

Tempo di rallentare e di immergersi in flussi meditativi con Aural Chorus, in cui il sax provvede la malinconia giusta, soprattutto nella prima parte del brano. Poi dall’oscurità emergono sonorità più distinte, determinate e motivate che finiscono per innervare il brano.

C’è la voce, ma soprattutto per giocare, all’interno dei movimenti morbidi e divertiti di Wagging Roperite, che segue linee ondeggianti. Al contrario si incontra molto attrito con Lame Train, un treno in corsa fatto di suoni contundenti, bassi rotolanti e una congiura di sonorità in conflitto.

Tutto il contrario di Ballad, che è ciò che promette, con i ritmi lenti, il sax malinconico, la notte che scende. Più alterne e variegate le dinamiche lungo le quali si distribuisce Doorsteps of Run, vie di fuga che si espandono gradualmente verso spazi sempre più ampi.

E ora via al rockabilly: è piuttosto battente il ritmo di Flattener, che gioca con i ritmi e segue vie molto dirette. Frammentata e piena di piccoli suoni e battiti Reen, che viaggia a loop prima di permettersi qualche libertà.

La canzone omonima Sneer ha rimbalzi curiosi e qualcosa di divertito e di ironico, ma sempre prendendo sul serio struttura e percorso del brano. Umori diversi e mescolati quelli a cui fa fronte Losco, che si lascia andare a qualche deriva che sa di psichedelico o comunque di molto free.

Tocca poi a Quique, che ha molte insistenze ma anche la capacità di uscire dal tracciato. A chiudere, ecco Young Again, title track notturna e cauta, che però esplora qualche contenuto notturno, ora inabissandosi, ora riemergendo.

Ottimo lavoro quello degli Sneer, capaci di scrivere uno spartito e poi di cambiarlo, stravolgerlo, rileggerlo senza perdere mai il senso. Più dell’abilità strumentistica qui conta la capacità di sovrapporre strati senza essere mai ridondanti né barocchi. E divertendosi nel mentre.

Genere musicale: funk, jazz

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