Tanz Akademie: ci piace la poetica dell’adolescenza

I Tanz Akademie, band originaria del Piemonte, hanno lanciato il loro primo album, Hullabaloo. Questo lavoro rappresenta una fusione di speranza, frustrazione e rinascita, delineando un percorso alla ricerca della luce attraverso il buio.

Sebbene non sia un concept album, il titolo Hullabaloo riflette il tema centrale del disco: il caos emotivo che può scaturire da gioia, sorpresa, paura o una disperata richiesta di aiuto, in un tentativo di rompere il silenzio opprimente.

Hullabaloo è un titolo che cattura l’attenzione. Cosa vi ha ispirato a scegliere questo nome per il vostro album d’esordio?

È un termine inglese che ci è subito piaciuto per la sonorità che porta con sé, e che identifica bene la nostra musica e l’eccitazione del primo disco, in quanto significa clamore, baccano, frastuono. 

L’album esplora temi molto intensi come la salute mentale e l’essenza della giovinezza. Come avete affrontato questi argomenti nel processo di scrittura e composizione?

Per noi è molto spontaneo parlarne nei testi in quanto temi che affrontiamo quotidianamente nelle nostre vite. In più ci piace la poetica dell’adolescenza e l’idea di sdoganare i tabù intorno alla salute mentale.

Il mix di stili musicali nell’album è piuttosto eclettico, con elementi di punk, atmosfere gotiche e barocche. Come avete lavorato per bilanciare questi diversi suoni?

È stato totalmente automatico, perché è il mix che esce fuori dalle nostre varie influenze musicali: dalla scena post punk inglese odierna ai Beatles, dai The Cure agli Arcade Fire.

C’è un brano in particolare che sentite rappresenti il cuore di Hullabaloo?

In verità no: è un mosaico organico che vive delle sue sfaccettature, e ognuna di queste può essere apprezzata da sola ma per noi sono tutte necessarie.

Qual è il messaggio che sperate di trasmettere con Hullabaloo”?

Non intendiamo esprimere un messaggio in particolare, se non quello che emerge dalla vitalità del disco e dalle possibili riflessioni scaturite dai testi. Pensiamo, comunque, che, quando un prodotto artistico venga reso pubblico, l’interpretazione non sia più in possesso dell’artista, ma degli ascoltatori.

Qual è stato il momento più gratificante e il più sfidante nella realizzazione di Hullabaloo?

Mettere insieme idee di sei menti differenti, talvolta contrastanti o diametralmente opposte, riuscendo sempre ad arrivare a una scelta unanime tramite un dialogo faticoso alle volte ma molto gratificante e necessario. Un momento particolarmente intenso è stato di sicuro quello della settimana di registrazione a La Bucaniera a Melle con i favolosi Salvatore Marano e Riccardo Salvini, in cui abbiamo visto il frutto di queste fatiche.

Avete in programma di organizzare un tour per promuovere l’album?

Sono già in corso delle date di promozione del disco, ne abbiamo altre nei prossimi mesi, tra cui alcune all’estero che aspettiamo con entusiasmo. Possiamo nominare in Italia Apolide Festival a Ivrea il 21 giugno e Canaleontica a Canale (CN) il 12 luglio.

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