Quando ero satanista è il nuovo album dei Tonno disponibile su Spotify e tutte le principali piattaforme streaming per Woodworm Label, distribuito da Universal Publishing.

Nel 2018 i Tonno pubblicano il primo ep omonimo, riscuotendo un forte interesse da parte della stampa specializzata che ne risalta l’unicità e l’immaginario dalla fortissima connotazione personale. Attraverso esibizioni in giro per l’Italia in festival e venue di grande spessore come il Mi Ami FestivalReset Festival di Torino e Largo Venue w/ Pop X, i Tonno sono stati in grado di crearsi una nutrita fanbase entusiasta e realmente legata al progetto.

Tonno traccia per traccia

La prima traccia è Calendario muore, iniezione di rock già piuttosto robusta, con qualche memoria di Verdena e di rock anni Novanta e un ritmo martellante.

Elettrica ma anche un po’ rallentata Tvtb4e, curiosa dichiarazione d’amore (“sei bella come levarsi le scarpe”), con qualche pennellata vintage qui e là anche nel testo.

Tensioni molto fitte quelle che mette in fila Sovrappensiero, singolo già sperimentato nei mesi scorsi, ricco di chitarre che svariano, quasi da Interpol, e di un’atmosfera cupa ma con ritmi serrati.

Il passo torna a rallentare con Il resto della nostra vita, che sa di new wave. La voce strappa un po’ mentre racconta le raccomandazioni che si subiscono durante la vita, con un testo che si spinge molto in alto ma anche in là nel settore struggimento.

C’è spazio anche per Kame, ballata acustica di notevole intensità. Credevo di averti vista torna all’elettricità e alle luci oscurate, allineando una serie di assonanze e di prospettive rumorose.

Venditti ha un passo più vivace e giochicchia con i nomi dei cantautori in un pezzo un po’ sghembo e abbastanza aggressivo. Si ritorna “seri” con Ragazza bonsai, che ha risonanze profonde e alterna sussurri e grida.

La title track Quando ero satanista ha toni un po’ tristi e nostalgici, ma con qualche twist di rabbia sempre in agguato, e anche un po’ di ironia che non guasta. Si chiude con la scarna La notte mi parla di te, ricca di immagini significative e di ira non tanto repressa.

Un’interpretazione originale del rock anni 2020, quella che forniscono i Tonno, che pur con una breve esperienza alle spalle sembrano già gestire impulsi e contraddizioni con molta consapevolezza.

Genere: rock alternative

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