Ugo Fagioli, “Respira”: recensione e streaming

Esce su tutti gli store digitali Respira, il disco di debutto del cantautore romagnolo Ugo Fagioli, una sorta di concept album in cui si racconta una storia realmente accaduta. Respira (Muki Edizioni) però non è solo un disco, ma un progetto artistico ben più ampio, in cui la componente cinematografica gioca un ruolo essenziale quanto quella musicale.

La narrazione dell’album avviene infatti attraverso nove episodi video che rappresentano le nove canzoni del disco: una webserie realizzata da Tucano Island in collaborazione con Emilia-Romagna Film Commission, il cui filo conduttore è il “ritorno a respirare”. La webserie, pubblicata online sul canale YouTube dell’artista a partire dal mese di ottobre con cadenza settimanale e che ha raggiunto complessivamente le 30.000 visualizzazioni, ha di fatto anticipato l’uscita del disco svelando l’intera tracklist in assoluta anteprima.

Ugo Fagioli traccia per traccia

Il vento e un giro di basso bello determinato aprono Rivoluzionari, ma con calma, la prima traccia del disco. Poi arrivano i cori e una narrativa piuttosto ricca, su toni quasi desert rock, anche piuttosto oscuro.

Gli istinti rock peraltro si confermano anche nei suoni di Pensare al futuro, che è un po’ più fresca ma di sicuro non dissipa le ombre, anzi aggiunge anche tastiere vintage.

Si torna a toni da western con Solitario, che cavalca a bordo della chitarra attraverso sonorità apparentemente tranquille. “Se n’è andata la Speranza“, canta Fagioli in un crescendo di chitarre che svisano forte.

Il desiderio di oblio si affaccia attraverso Dimenticare, che ha ritmi rock-pop abbastanza tranquilli, con un po’ di synth a completare l’atmosfera.

Resta solo delusione rallenta un po’, allarga gli orizzonti sonori e procede con calma, quasi con rammarico. Atmosfera un po’ più allegra, ma sempre da frontiera, con le risonanze profonde de Il tempo.

Ipotesi e percussioni molto attive in Se la felicità, canzone che non alza la voce ma che si vorrebbe occupare di misurazioni. Chiusura che si celebra con La fine di tutto, fra accuse e loop sonori.

La storia narrata nel concept è più una suggestione che una narrazione capillare. Ma le idee di Ugo Fagioli sono piuttosto chiare, soprattutto a livello di omogeneità sonora. Il disco è ricco e molto vivo, nonché ben suonato e ben scritto. Un cantautore un po’ diverso dal panorama attuale e con prospettive molto interessanti.

Genere: cantautore

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