Vinnie Jonez Band, “Il dilemma del Delay-Lama”: la recensione

Da oggi giovedì 11 marzo è disponibile in digital download e in streaming Il dilemma del Delay-Lama, il nuovo disco della Vinnie Jonez Band, formazione alternative rock romana che negli ultimi cinque anni si è fatta conoscere ed apprezzare dalla scena nazionale grazie alle sue sonorità granitiche (li avevamo intervistati nell’ultimo numero di TRAKS MAGAZINE).

Il Dilemma del Delay-Lama,  anticipato dal singolo Montecristo e che arriva a poco più di un anno dall’EP “Più calmo di te”, riconferma con le sue nove tracce la forza compositiva della Vinnie Jonez Band e il suo sound impattante, trascinato da chitarre distorte, tempi dispari e sintetizzatori.

Vinnie Jonez Band: in questo disco ci sono i denominatori comuni di sempre, ma nonostante tutto questo siamo comunque di fronte ad un lavoro diverso, un lavoro nuovo, con le sue sorprese. Nove brani composti tra fine 2019 e inizio 2020 durante la promozione del precedente “Più calmo di te”, nove brani scritti di getto, senza pensare troppo a come sarebbero potuti o dovuti essere, il disco rispecchia e rispetta la dimensione live: due chitarre, basso, batteria, synth e voce.

Il dilemma del Delay-Lama è stato scritto e composto da Gianluca Sacchi. Arrangiamenti della Vinnie Jonez Band. Registrato al Littlehome Studio, Palestrina. La batteria è stata registrata a Hell Smell Studio, Roma. Missato da Alessandro Gavazzi, Hell Smell Studio. Tecnico del suono: Alessandro Gavazzi, Gianluca Sacchi. Grafiche: Mind Production. Band foto: Ludovico Gatti. Hanno suonato: Gianluca Sacchi – voce, chitarra e synth; Marco Cleva – chitarra; Francesco Fiacchi – basso; Andrea Ilardi: batteria.

Vinnie Jonez Band traccia per traccia

Come da aspettative si parte picchiando un po’ con Magnolia, prima traccia del disco, ruvida anche se non ultra-cinetica. La band anzi oscilla su atmosfere hard rock, godendosela un po’.

Più robuste fin da subito le atmosfere del singolo Montecristo, che accelera e che concede i giusti spazi a chitarra e drumming. La terza canzone si chiama Tre, e fin qui a livello di logica ci siamo. Dopodiché il brano concentra aggressività e tempesta, per un brano che fa pensare in parte anche al metal pre-grunge.

La tensione non si placa con A macchia d’odio, anzi la chitarra iniziale è parecchio bellicosa, e la batteria le va dietro molto in fretta. Poi il brano si modula anche su frequenze diverse e varia il panorama senza rinunciare all’energia.

Va tutto bene o va bene tutto propone una non alternativa con ritmi leggermente più rallentati senza per questo risultare rassicurante. Curiosi fiati nel finale regalano un tocco diverso al brano.

Si entra poi in Inferno, che parla di amore, odio e dolore, con sonorità che sgomitano e si fanno vibranti. Finita la rabbia? Pare di no: ecco Tutti i miei rancori, che è tempestosa, elettrica e, neanche a dirlo, rancorosa.

Luci più basse in Ancora un minuto, che bada ai tempi ma lascia molto spazio anche a una fitta malinconia elettrica. Si chiude quasi con dolcezza, anche se un po’ tossica: Veleno parte morbida ma poi si sviluppa in modo più ritmato e rumoroso.

Posto che il micione in copertina è bello ma non l’ho capito (a meno che non sia un lama) e che il gioco di parole del titolo è del tutto imperdonabile, la Vinnie Jonez Band confeziona un disco corposo, robusto, sensato e anche con un certo tasso di fantasia. Le conferme che il rock non è morto, soprattutto quello alternativo, nemmeno a casa nostra, arrivano e sono decisamente benvenute.

Genere musicale: rock alternativo

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