Zedr, “Futuro nostalgico”: recensione e streaming

Zedr torna con un nuovo album, Futuro Nostalgico, uscito per la Overdub Recordings di Marcello Venditti. Futuro
Nostalgico
è stato scritto con il chitarrista Giulio Peretti e prodotto e suonato in parte da Samuele Cangi, già
produttore dei Manitoba (x-factor 2020) e musicista per Cristina Donà.

Anticipato già dai tre singoli, Quello che non luccica, Il grande dittatore e Polvere, il cui videoclip è stato selezionato per svariati festival in giro per il mondo. I testi, in italiano, raccontano della contemporaneità e dei cambiamenti che ha subito la nostra società.

Zedr traccia per traccia

Si parte da Il grande dittatore: da Chaplin a Bradbury, passando per il west, il brano si dipana fluido e anche piuttosto ruvido.

Idee non troppo tranquille quelle di Polvere, che conta su una chitarra piuttosto evocativa e su un ritmo di batteria robusto.

Scenari urbani milanesi un po’ più malinconici quelli de Lo straniero, comunque abbastanza elettrica e profilata su una linea di basso sinuosa.

Qualche eco dei Baustelle e qualche nota vintage emergono in Teoria del disordine, alla ricerca di una scomparsa.

Idee pop quelle che movimentano Quello che non luccica. Nictofobia ha echi quasi Seventies e un incedere molto deciso.

Si chiude con una dialettica Ogni parte di me, che ha una struttura abbastanza variegata e accoglie influenze sonore anche curiose, soprattutto nel finale.

Zedr mette mano a sette canzoni che illustrano molti aspetti diversi e che rendono manifesta la sua versatilità. Oscillando tra rock e pop, senza rinunciare praticamente mai alla chitarra, ottiene un sound che non insegue a forza le mode, ma cerca di costruire in modo solido.

Genere: rock alternative

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