Effenberg, “Tutti Drogati”: la recensione

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Effenberg annuncia l’uscita di Tutti Drogati, il nuovo album fuori oggi 16 aprile 2026 in vinile e su tutte le piattaforme digitali (Sound To Be /ADA). Nel nuovo lavoro in studio, prodotto da Ramiro Levy e Alessandro Di Sciullo, il cantautore toscano costruisce un percorso narrativo che attraversa fragilità intime e tensioni collettive, alternando introspezione e aperture corali.

Appena apriamo gli occhi scopriamo la dipendenza. È sorprendente pensare che questo bisogno non sia una deviazione, ma il nostro punto di partenza. Esiste una fragilità che ci accompagna da sempre: siamo inevitabilmente legati a qualcosa. Cerchiamo amore, riconoscimento, sicurezza. Ci aggrappiamo al lavoro, alle abitudini, alle emozioni che ci fanno sentire vivi e a quelle che ci fanno sentire morti. “Tutti Drogati” nasce dalla necessità di riconoscere che la dipendenza è una condizione esistenziale condivisa. Un viaggio tra i bisogni che ci muovono e la precarietà che ci definisce. A pensarci bene, è proprio questa instabilità il cuore dell’esistenza: una fragilità che finisce per dare valore a ciò che siamo

Effenberg traccia per traccia

Un ritratto degli amici e delle serate con loro apre il disco con Tutti drogati, title track insieme a Pietro Lupo Selvini, a parlare di disagi diventati normalità, su una linea voce e chitarra che poi si arricchisce di qualche suono in più.

Ecco poi Anch’io, con Anna Carol, che si allinea su sonorità elettroniche, impostando un dialogo piuttosto concitato e nervoso. Difficoltà e immagini urbane e notturne contraddistinguono Sogno aziendale, punteggiata da un drumming insistito. Molto più morbidi i sogni e le delusioni di Birra al cantiere, che sa di indie e di malinconia, allargando le braccia abbastanza da accogliere le tristezze di tutti.

Si registrano tensioni fin dalle prime battute di Sale su sale, con Alberto Bianco e con un ottimo lavoro del basso elettrico. Anche qui si viaggia in ambiti molto indie, compreso qualche suono di tastiera particolarmente colorato. Finale psichedelico e quasi beatlesiano.

Piscine esistenziali e movimenti languidi quelli che si distinguono Cane fratello, che cita Pietro Valpreda e lo immerge in un’atmosfera da sogno triste. Voce filtrata e chitarra acustica per Il buio della galleria, che scava ancora più a fondo nella malinconia (e parlando ancora di cani).

Problemi di multe e di spessore all’interno di Guance, che sceglie la via sintetica per quanto riguarda i suoni, anche se poi li coniuga con una chitarra. Nostalgie e ricordi si muovono su un terreno sentimentale evidentemente minato, per un amore buttato via.

Chitarra e voce aprono Botteghe Oscure, che recupera una certa ironia amara molto cantautorale, capace poi di impeti improvvisi e anche abbastanza cinematografici. La chiusura è molto più soffusa e sottovoce, con Un minuto e risorgo, che emerge da armonie delicate e piccole vibrazioni.

La strada tracciata da Effenberg fin qui è sempre stata significativa, prima di tutto per la qualità della scrittura e per una certa originalità dello sguardo. Qui siamo di fronte a un passo ulteriore, a un disco costruito con pazienza e cura, che oggettivamente avrebbe tutte le caratteristiche per farlo accedere “al piano superiore”.

Non è certo che accadrà, un po’ perché il mercato è saturo, un po’ perché il mondo è bastardo. Ma di sicuro anche Stefano, come altri nomi del nostro cantautorato “nuovo” di cui ci siamo incapricciati nel corso degli ultimi anni, meriterebbe molta più attenzione.

Chi è Effenberg

Effenberg è il nome d’arte di Stefano Pomponi, cantautore lucchese che prende il nome da un ex calciatore tedesco degli anni ’90. Nel 2017 pubblica Elefanti per cena, che gli permette di farsi conoscere alla critica ed esibirsi in diversi concerti e in una serie di concorsi musicali italiani.

Nel 2018 i brani Elefanti per cena e Non mi riparo mai vengono inseriti nella colonna sonora del film di Valerio Mieli, con Luca Marinelli e Linda Caridi intitolato Ricordi?. L’anno successivo pubblica il secondo disco Il cielo era un corpo coperto che nell’estate del 2019 lo porterà ad accompagnare Luca Carboni nel suo Sputnik Tour suonando in apertura i brani Buddha Con Napoleone e Tergicristalli e duettando con l’artista bolognese con la canzone Prima Di Partire (Carboni/Poi).

Nel 2022 è finalista del concorso Musicultura e pubblica il terzo disco intitolato Disgraziato di un Domani a cui seguono i singoli L’ultima Mestruazione feat. Rachele Bastreghi, Incredibile e Macchine Scoperte. Nel 2025 pubblica una serie di singoli: Anch’io feat. Anna Carol, Sogno Aziendale, Sale su Sale feat. Bianco, e nel 2026 Cane Fratello.

Genere musicale: indie, cantautore

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Pagina Instagram Effenberg

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