La settimana
Un giro compresso di sette giorni di musica indipendente italiana: un disco, un pezzo di fondo, e tutto quello che è successo nel mezzo.
L’Officina della Camomilla, l’intervista: ballare sulle proprie ansie è sempre stato un gesto ambiguo
È uscito il 9 ottobre VM18, il nuovo album dell’Officina della Camomilla: un ritorno in grande stile per uno dei progetti simbolo della stagione dell’indie pop, virato in modo corposo verso la psichedelia. Il titolo, preso da uno dei brani, è una soglia più che un divieto, e il disco si muove su un dancefloor continuo, un rave appassionato e allucinato, con riferimenti che vanno dal pop alla letteratura, dal cinema all’arte. «Forse l’indie non è mai morto: ha perso il proprio territorio, è stato inglobato nel mercato mainstream, si è disperso in mille quantità di microgeneri, ma ha conservato una specie di inquietudine di fondo», dice la band. Nell’intervista parlano anche del ritorno sul palco dell’Alcatraz, vissuto come una verifica fisica: la musica registrata sopravvive nelle cuffie, un concerto obbliga la memoria a occupare uno spazio condiviso.
Leggi l’intervista su TRAKS →L’Officina della Camomilla
mixtraks #498: la playlist che ti blocca all’aeroporto
In copertina Cristina Donà con Possibili Superstiti, primo assaggio del suo ottavo disco: in playlist anche Eugenio in Via di Gioia, Iosonouncane, Carl Brave, Santi Francesi, Nervi con Dente, Gio Evan e altri.
Recensioni, interviste e live della settimana
Eugenio in Via di Gioia, “N OI”: la recensione
Il nuovo ep del quartetto torinese, a un anno da L’amore è tutto: sei brani, tra cui Baciamoci, che fanno il punto della situazione, tra allegria e ballate malinconiche.
C’mon Tigre, “Lumina”: la recensione
Tredici brani in cui l’elettronica diventa l’architettura del suono, tra arpeggiatori e sequenze ritmiche che dialogano con oud, violoncello, xilofono, vibrafono e percussioni.
Emanuele Dabbono, l’intervista: il nuovo singolo “Momenteria” e gli istanti che contano
Momenteria è il primo assaggio dell’album omonimo atteso a novembre: banjo, armonica e bodhran per un “combat-folk emotivo”, con un videoclip che attraversa l’Irlanda, girato dalla figlia quattordicenne.
P.A.L.C.O. 2026: a Genova seconda edizione della rassegna
Si parte domenica 18 ottobre alle 21 con Laura Stevenson a Villa Durazzo-Bombrini, ingresso libero; il 21 e 22 novembre c’è Fucina – canto per Cornigliano.
Le uscite più cliccate della settimana
Il “caso” Battista: virale o artificiale?
Battista, rapper casertano, è diventato un caso in rete con il brano omonimo e il video pubblicato il 26 settembre: oltre 330mila visualizzazioni su YouTube e, su Spotify, un salto da 247 a 73.300 ascoltatori mensili, con i commenti positivi di diversi nomi della scena e l’attenzione di Il Post, Rolling Stone e Adnkronos.
La nostra riflessione parte dalla domanda che il caso solleva: fenomeno spontaneo o operazione costruita a tavolino? Ricostruisce i legami del progetto con La Niña e il suo entourage, ricorda che il brano risulta autoprodotto e autodistribuito e che non ci sono elementi per collegarlo a una casa discografica, e allarga il discorso al paradosso dell’industria musicale, che deve fare ricavi stabili basandosi su qualcosa di aleatorio per definizione.
“È veramente virale oppure è un’operazione costruita a tavolino?”
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