alpha note, “Dead sea”: recensione e streaming

Dead sea è il nuovo album firmato da alpha note, un lavoro che trova ispirazione nella natura, nel silenzio, nella vita
semplice e nel cambiamento delle stagioni. Note scarne e significative, influenzate dal cantautorato internazionale ma anche in parte dalle atmosfere del post rock.

“Dead Sea nasce dalla consapevolezza del galleggiamento. Ci sono periodi, credo nella vita di tutti, in cui ci si rende conto di esplorare solo la superficie dell’ambiente che ci circonda. Ci muoviamo in uno spazio bidimensionale, perdendo di vista la profondità. Gli input esterni si susseguono ad altissima velocità e le distrazioni non permettono alla tua mente di viaggiare verticalmente. Una volta imparato, galleggiare è estremamente facile, quanto monotono. Mi sono fermato un istante, ho messo le zavorre ed esplorato il sommerso. Un’immersione ad occhi aperti e chiusi per cercare qualcosa che non conoscevo o che avevo perso”.

alpha note traccia per traccia

E’ un canto sostanzialmente funebre quello che si muove lento sulle note di Blindness, che apre il lavoro in modo solenne.

Si solleva la polvere con Dust, che cresce piano su note di chitarra acustica, avvitandosi intorno a una voce dai toni drammatici. C’è bisogno di un po’ di tranquillità e la conferisce Square and circle, che sa di canto classico, minimale e potente, riuscendo a emergere con forza dal silenzio.

Accordi isolati di chitarra accompagnano una voce dolorosa in Silence. Il pathos non manca in nessuna canzone del disco, ma qui l’impatto è anche più sofferto, per la capacità di dosare gli elementi, nudi, a disposizione.

Un giro continuo della chitarra è quasi l’unico accompagnamento della voce in Yellow Line, fatte salve piccole bolle sonore che si levano di tanto in tanto.

Si fanno largo bassi e inquietudini in Nausea, con un pizzico di dark wave in un brano improvvisamente abrasivo. Leaves si spoglia di nuovo degli orpelli e decide di percorrere le proprie oscurità con modi minimali.

E’ Matisse a chiudere il disco, con qualche coro che si leva a supporto di un andamento ancora una volta molto semplificato negli ingredienti base, ma con un po’ di Lou Reed nel cantato.

Ottimo lavoro quello di alpha note, ispirato, potente e in grado di orchestrare bene gli elementi semplici in sensazioni più allargate e capaci di incidere. Suoni omogenei e concetti che fanno parte di una visione organica e molto vivida. Un’ottima scoperta.

Genere musicale: songwriter

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