Anna Soares, “Sacred Erotic”: recensione e streaming

Sacred Erotic è l’album di debutto di Anna Soares fuori per Lost Generation Records. La cantautrice e producer, madre della BDSM Music, crea un percorso che celebra la sacralità dell’universo sessuale, toccando tematiche come la sapiosessualità, l’ipnosi erotica, dominazione e sottomissione, la potenza dello spirito femminino, la connessione intima che porta all’evoluzione interiore. Ogni brano compone un universo sonoro a sé, toccando trip hop, future garage, elettronica cantautorale, senza mai chiudersi in degli schemi predefiniti, sia vocalmente che a livello compositivo.

Anna Soares traccia per traccia

Bassi profondi e vibrazioni per la partenza del disco: siamo di fronte a Daddy Issues, problemi psicologici ma anche singolo, in atmosfera da club dalle oscurità varie e mobili. Frizioni ambientali e partenza circospetta per Heartbeat, un battito cardiaco che ha un che di misterioso e misterico.

BabyDon’tStarveMe, scritto tutto attaccato, si muove in ambiti simili e con simili ambiguità, ma alterna momenti più calmi e improvvise accelerazioni. C’è spazio per Corrupted Aesthetics, che arrivano annunciandosi da lontano e con piccoli suoni luminosi, subito doppiati da movimenti più scuri e sotterranei: “Music is sex/sex is music”.

Si parla di demoni affamati in Witch Lust, che si spinge fino a derive quasi orientaleggianti, sicuramente molto avvolgenti e conturbanti. Richiesta piuttosto esplicita quella di Fuck My Brain, che unisce alla sensualità bassi profondi e risonanti.

Piuttosto esplicita, almeno a giudicare dai sospiri, anche Unconscious, che utilizza l’elettronica per fare da contrappeso alla carnalità. Sdoppiamenti quelli proposti da Obsession/Connection, con la voce che si solleva quasi aerea prima, e poi con il beat che riguadagna terreno.

Chiusura ancora una volta misteriosa quella di Juju, che parte con tranquillità ma si fa più fitta e acuta a livello di sensazioni man mano che il tempo procede.

Progetto interessante, legato all’erotismo quanto alle dinamiche psicanalitiche, il disco di Anna Soares si aggira fra ombre mentali e sintetiche per regalare qualche brivido, in un album che scorre fluido, lasciando qualche segno qui e là.

Genere musicale: synth pop

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