Brenneke, “Nessuno lo deve sapere”: recensione e streaming

Nessuno lo deve sapere è il nuovo album di Brenneke, pubblicato da Vetrodischi. Brenneke, al secolo Edoardo Frasso è un cantautore di Busto Arsizio (VA). Inizia l'attività solista nel 2010 collezionando negli anni tantissimi live e un ottimo riscontro di pubblico tanto da diventare negli anni un vero e proprio local hero nel Varesotto e nel Milanese. La sua vena artistica è testimoniata dalla sua discografia composta da un ep, Brenneke (2013) e un album, Vademecum del perfetto me (2016).

"Quello che nessuno deve sapere, che va tenuto nascosto, è l’insieme di emozioni profonde che ci si sente costretti a marginalizzare. La vita che vorresti vivere ma non vivi. La persona che vorresti essere ma non sei. Il paese in cui vorresti abitare ma non abiti. Tutte le riflessioni che potresti porti guardando fuori dalla finestra buia della copertina, mentre una luna rossa e irreale ti invita a una realtà nuova, che forse si trova solo nella tua testa.

E’ più comodo che nessuno lo sappia. Ma io sto abitualmente sufficientemente comodo da potermi permettere un po’ di disagio, almeno nell’arte. Quindi preferisco che sia tutto lì, nero su bianco. Nessuno lo deve sapere: quindi sappiatelo tutti."

Tutti i brani sono stati scritti da Brenneke. La produzione è a cura di Matteo De Marinis e Federico Nardelli, il mix a cura di Giacomo Carlone e il master a cura di Andrea “Bernie” De Bernardi.

Brenneke traccia per traccia

Suggestioni quasi psichedeliche aprono Sono in una fase, autodescrizione di un momento di confusione (ma perché continuare a parlare di "momenti" di confusione?) con una struttura sonora che è pop ma abbastanza flessibile da ospitare contenuti cantautorali.

Pop veloce e quasi "power" per Compleanno, storia di rimpianti ma senza nessuna traccia di languidezza, anzi con una certa voglia di riscatto.

Si parla di passato anche con Satelliti, sorretta da un battito regolare e continuo, per quello che si trasforma in un inno alla lucidità.

Certi animali si colora di tastiere e cresce gradualmente, mettendo in evidenza l'estensione, non trascurabile, della voce di Brenneke.

Si prosegue con Spirance, intermezzo strumentale, prima della ripartenza veloce di Incendio, che si infiamma in modo più elettrico e rock che non elettronico, pur moderando i toni vocali.

Si rallenta un po' con Lasciarsi alle spalle, conferma dei talenti pop del cantautore. Ecco Sto pensando di mollare tutto, dominata da tentazioni morbide e sintetiche, con citazioni dei Bluvertigo e di Tenco (e mezzo Modugno) incluse.

Menta accelera di nuovo e regala ulteriore freschezza, con tastiere che scoppiettano e una certa urgenza che si spande dal drumming al cantato.

La title track Nessuno lo deve sapere chiude il disco con qualche nota leggermente più scura, ma senza mai sfiorare neanche da lontano circuiti depressivi.

Si fa tutto sommato fatica a collocare perfettamente Brenneke nell'ambito del cantautorato indie perché ci sono poche tracce della malinconia alla Gazzelle. Sarà che il mondo è capovolto e a Busto Arsizio si riesce a essere meno malinconici che sotto il Cupolone.

Detto questo, i suoni che Edoardo Frasso usa come tappeto per i suoi testi sono perfettamente in linea con la contemporaneità, utili a ospitare un'ottima quantità di buone idee sotto forma di canzoni.

Genere: cantautore, indie pop

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