Brunori Sas, “Cip!”: recensione e streaming

Di Chiara Orsetti

La copertina di Cip!, il nuovo album di Brunori Sas, è un pettirosso che sfida il gelo cantando. Sono passati tre anni da A casa tutto bene, che ha consacrato Darione rendendolo patrimonio dell’umanità indipendente e non.

Le aspettative sicuramente alte non hanno nemmeno incrinato il lavoro di Brunori e di Taketo Gohara, che ha lavorato alla fase della produzione anche questa volta: undici tracce perfettamente in linea con i precedenti dischi dell’artista, anche se i toni si son fatti più spudorati, girando un po’ meno intorno e colpendo comunque con la stessa efficacia.

Brunori Sas traccia per traccia

Superficiale a volte non è male / anzi, spesso è così bello / ridere del mio cervello 

Il mondo si divide è il primo brano, in punta di pianoforte conduce a una serie di riflessioni su quanto possa essere inutile schierarsi, quando l’universo è in realtà un unico grande insieme da vivere con tutta la leggerezza possibile. Vivere come volare… diceva lo stesso Dario qualche anno fa, ed è evidente come il suo pensiero, nel corso del tempo, sia rimasto immutato.

La felicità non è una colpa

Nonostante l’atmosfera che si respira in Capita così, fatta di ritmo piacevole e di cori gioiosi, le riflessioni che si muovono lungo le note riescono a far commuovere anche il più duro dei cuori. Ci sono sbalzi d’umore in ogni essere umano, ci sono momenti in cui ci si sente invincibili e momenti in cui neanche alzarsi dal letto sembra possibile. Poi arrivano le gioie che ingannano il cuore a riportare equilibrio a un’anima stanco.

Gli uomini smettono di essere buoni solo quando si sentono soli

Mio fratello Alessandro potrebbe anche essere figlio unico: il messaggio è l’unione tra esseri umani, il legame prezioso che funziona come unico, vero motore positivo del mondo. Se mi prendo cura di te, che sei parte di me, mi prendo cura anche di me. In un universo che ha disperato bisogno di vicinanza, dove siamo tutti interconnessi, è bene non dimenticarlo.

E tutto sembra essere bellissimo / e sembra non dover finire mai

Ineluttabile, la speranza nel cuore di essere per sempre e rendersi conto che il mondo girerà Anche senza di noi. Noi che ci sentiamo invincibili a volte, disastri altre, fortissimi insieme. E forse la dimensione in cui riporta l’autore gli animi fa comprendere quanto sia possibile essere tolleranti e tollerarsi a vicenda.

Se le parole che ho scritto non servono più / buttale via e inventale tu

La canzone che hai scritto tu è una canzone d’amore, una ballata dove la musica accompagna e sfiora con i suoi fiati e le sue malinconie. Chiunque scriva per necessità sa quanto potere abbiano le parole. Per chi legge spesso i confini sono già tracciati, e l’augurio d’amore più grande che si possa fare è lasciar libero chi si ama di inventare nuove parole per dare voce a emozioni solo sue.

Questi parlano come mangiano / e infatti mangiano molto male

Al di là dell’amore, della facile retorica, delle finte dimenticanze, arriva una delle canzoni più ruggenti e faticose da accettare dell’intero album. Faticosa non certo per la fattura, ma per l’argomento sfiorato… un mare e un vento che portano spavento e dolore anziché polline ai fiori, dimenticando che chi viene dal mare non sono numeri, ma donne e uomini. Critica sociale, parole forti ma sempre educate, anche quando sarebbe facile uscire dai binari.

Vecchie versioni di te che non servono più / che non sei neanche tu

Bello appare il mondo agli occhi di chi lo sa guardare. E spesso, chissà perché, solo i bambini lo riescono a vedere. Eppure tutti sappiamo che lasciar andare rende più leggeri. Lasciar andare pensieri negativi, vecchie versioni di te, pesi inutili che appesantiscono gli occhi e le palpebre. Si ritrova l’atmosfera da canto popolare, l’entusiasmo nel demolire le tue certezze e aiutarti a trovare nuovi mattoncini per costruirti dall’interno che ha caratterizzato l’opera di Darione in questi anni. Uno dei pezzi meglio riusciti dell’album.

Sia benedetta l'energia delle persone / che si abbracciano lo stesso anche senza religione

Credo che Brunori scriva canzoni per mettere in difficoltà tutti. I colleghi, il pubblico, i giornalisti. Brunori ti spiega la vita, te la racconta come un professore di quelli che ti ricordi anche dopo 20 anni. In Benedetto sei tu parla di religioni, di risveglio di coscienze, di pisciate controvento. Lo fa con intorno una costruzione musicale perfetta, ritmata che quasi ci potrebbe cantare sopra anche Bianconi. Da ascoltare con attenzione desiderando di tornare umani.

Senza perdere il senso dell’orientamento quando fuori tira vento

Il secondo singolo, Per due che come noi, è una storia d’amore che da vent’anni sa essere faro nella notte, sorrisi e lacrime, voglia di esserci sempre e comunque. Romantico come si può solo quando l’amore lo hai provato a capire.

Volere è potere /ma che non ci interessa di chi vuole il potere

Fuori dal mondo siamo noi, che ancora crediamo sia possibile qualcosa di diverso rispetto a quanto ci propina il palinsesto in tv, cuori amplificati come i tromboni e i sassofoni che rendono questo penultimo brano una festa di speranza.

la vita è una stella cadente che illumina il cielo e poi sparisce

Quelli che arriveranno ci somiglieranno? Un’atmosfera quasi spaziale, in punta di pianoforte che cresce e diventa sempre più forte, sempre più grande. Un finale atteso, che più di così sarebbe stato troppo.

C’era bisogno di Cip! In quest’alba di 2020: non sempre si possono cambiare le cose, ma spesso si possono guardare da nuove angolazioni. Lo suggerisce da sempre di viaggiare leggeri, Dario. Anche quando le sue parole sono cariche di contenuto continuano a non sembrare matasse da sbrogliare ma briciole da seguire. In fondo al sentiero si trova il posto rassicurante che aspettavi, dove attaccato alla porta d’ingresso fa capolino il grande promemoria di Brunori: smettila di prenderti troppo sul serio, chiunque tu sia.

Pagina Facebook

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi