“Ceneré”, Arcane of Souls: la recensione #TraKs

Utilizzando un anagramma del proprio nome si fa chiamare Arcane of Souls, nome adatto a una band emo-metal, ma Alfonso Surace (per ora) si cimenta con generi più vicini a un cantautorato di cui però offre una versione molto personale.

Ceneré è il secondo disco di Surace, che mescola blues, rock, pop, psichedelia con risultati spesso molto originali.

L'oro in bocca è il primo capitolo del lavoro ed è un curioso mix di sonorità, con una vocalità corale un po' Beatles, un pianoforte percussivo alla Jerry Lee Lewis e un'atmosfera generale tra blues e rockabilly, con una coda elettrica prolungata.

Più contenuti i volumi di Maggio, che si muove sul terreno creato dagli strumenti a corda ma con arie che si intuiscono ricche di influenze e di gusti differenti.

Gennaro, il primo singolo e video, racconta la storia di uno studente (Surace di professione fa l'insegnante di informatica) e conserva un andamento abbastanza rettilineo e compatto, ma con qualche puntata nella psichedelia.

Pizzichi di Rino Gaetano soprattutto nella vocalità di Povero me, dall'andamento piuttosto placido. Il riferimento immediato per Lunatico Romantico Stomp è invece ovviamente a Lucio Dalla, anche se il parallelo si ferma per lo più al titolo, con il resto del brano che si tuffa nel blues.

Altro tipo di atmosfera e di viaggi quelli di Respirare, che gode di un'aria piuttosto sottile e di un lavoro più di cesello che di scalpello. Più robusti, e anche un tantino funky, i suoni di Sintomatico, che al di là della ruvidezza di fondo ha anche un andamento che si stacca dal resto del disco.

Settembre prosegue su una linea piuttosto abrasiva, anche con l'aiuto di chitarre insinuanti ma acide. Ma il finale, riservato a Opera, è al contrario molto morbido: sotto tutto questo blues e questo grattare, c'è un cuore tenero.

Un disco che è provvisto di fantasia predispone sempre all'ascolto. Un disco provvisto di fantasia, ben eseguito, consapevole dei propri mezzi e molto vario, come in questo caso, è invece molto consigliabile all'ascolto, quasi obbligatorio.

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