I colori dell’estate: ecco la playlist di Rock Targato Italia


Quindici musicisti artisti ci/si raccontano - in una giornata d’estate dopo un temporale estivo molto forte e denso - le loro emozioni, le loro canzoni in costante temperatura ambiente. Così nasce il progetto della playlist I colori dell'estate, dall’unione di due importanti iniziative musicali: Rock Targato Italia (giunta alla trentesima edizione) e Vox Box, un festival organizzato in occasione della Festa Della Musica da Lele Battista (produttore e musicista).

A mettere insieme le cose e dare ordine al pensiero degli organizzatori ci ha pensato Roberto Bonfanti, scrittore e artista. Quindici artisti, un collettivo non ufficiale, nato per dare un contributo forte a celebrare la musica, soprattutto la musica indipendente.

La musica indipendente vista da artisti/artiste e band underground, le uniche in grado di generare fermento a fare nascere una nuova scena. Una scossa culturale, in un contesto dominato dalle logiche economiche “prenditoriali” in cui l'ignoranza è forte e legittimata più che mai. Aprite i vostri occhi.

I colori dell'estate - Tracklist

Martinelli - "Reggeaton"
Per sopravvivere all’estate e ai tormentoni da spiaggia serve una buona dose di ironia. Una canzone giocosa e trascinante in salsa estiva che strappa un sorriso parlando di vita da spiaggia e di traumi da rientro. "Io non so suonare la canzone dell’estate, quindi quest’anno al mare dovete organizzarvi un po’."

NOT - "La fine di un'estate"
“L’estate sta finendo e un anno se ne va si cantava un tempo. Dopo più di trent’anni, il desiderio di esorcizzare la malinconia della chiusura degli ombrelloni con una canzone leggera dalle ritmiche orecchiabili e spensierate è ancora intatta. “Lasciali lì, ricordi da spiaggia che poi il mare d’inverno saprà lavare dall’anima”.

Fabio Cinti - "Amore occasionale"
Una canzone che non avrebbe stonato nei jukebox dell’estate dell’83 fra Battiato, Alice e Giuni Russo. Ritmica orecchiabile, gusto retrò ed eleganza d’autore. “Alla fine hai smesso pure di fumare, ed è stata di certo la scelta migliore dopo quella di ricominciare”

Il Fieno - "Galassie"
Pop e intimismo. Suoni aperti, chitarre, delay e un ritornello assassino accompagnano un quadretto intimo fatto di riflessioni personali e ricordi lontani in cui malinconia e serenità diventano una cosa sola. "Ed è l'unica -ti giuro l'unica- certezza che ho".

Marian Trapassi - "Le formiche"
Cinquant’anni dopo “Azzurro”, l’estate può ancora diventare il momento per riflettere sulla propria vita e rimpiangere chi è andato via in una marcetta raffinata e orecchiabile. “Ma io guardo le formiche andare su e giù, che come i miei pensieri non si ferman più...”

Gaben - "Niente paura"
Una filastrocca punk elettronica a bassa fedeltà delinea le frustrazioni della società moderna fra cinismo e ironia tagliente. “Il tuo bel programmino non funziona più: la laurea, il lavoro e la famiglia non ci sono più. Strappa il contratto, strappa la cravatta, strappa la tua faccia”.

Alia (feat. Patrizia Laquidara) - "Giraffe"
A dispetto di ogni cliché, si può anche essere pop senza rinunciare alla poesia. Un brano delicato e fresco come un soffio di brezza primaverile prova a parlare di spiritualità in modo personale e leggero. "In fondo Dio non è che un motivo per guardare in alto..."

Roberto Casanovi - "Come ti senti oggi?"
Un momento di solitudine e riflessione fra sussurri e urla trattenute. Una canzone notturna intrisa di fantasmi e di un’introspezione che non lascia scampo. "Nel mare in cui affogo troverò i miei motivi per non fare più quel sogno in cui sono malato e tu mi curi."

Uli - "Esmerald dance"
Come una fiaba moderna, sospesa fra sogno e realtà, incastonata in una canzone raffinata in bilico fra pop crepuscolare, richiami folk ed echi soul. "I want the flow’s shape. I want to be a smooth and green filament"

Beatrice Campisi - "Filo di fumo"
L’amarezza per la fine di una storia d’amore tesse le trame di un brano elegante, arricchito da un’interpretazione teatrale da chanteuse d’altri tempi, in cui un pop dal sapore anni ‘60 abbraccia il folk d’autore. "Non basta il fiato se spezzi il filo, filo di fumo legato a un dito."

Fabio Mercuri - "Universale"
Uno sguardo riflessivo e poetico sull’umanità di una metropoli al risveglio. Il tutto in un brano rock d’autore ombroso, elegante e diretto. "Siamo trasparenti come le onde del destino, solo luce che è riflessa nello spazio del mattino. La poesia interrotta da uno scatto digitale, terra di conquista di un pensiero universale."

Caravita - "Io (siamo tanti)"
Chitarra acustica, sincerità e voglia di raccontare sé stessi e le proprie contraddizioni. Un’anima folk nel senso più puro del termine si abbandona a un insieme di riflessioni delicatamente pirandelliane. "Uno è alla luce del giorno, l’altro ha i colori dell’alba, quello che vive di notte e scrivendo si salva…"

Giuseppe Fiori - "Da domani"
Ogni tanto c’è bisogno di un po’ di sano rock radiofonico che esorcizzi le inquietudini scaraventandole in un ritornello liberatorio da urlare in coro: “Dammi almeno un semplice messaggio di euforia, prima che arrivi domani”.

Jack Anselmi - "Libero"
Il teatro canzone sposa il folk nell’era dell’eterno precariato. Un brano pungente che, con le giuste dosi di ironia e disillusione, ci racconta uno spaccato dell’Italia del 2018. "Ciao, io sono Libero. Sì, di nome, non di fatto. E, all’atto pratico, ho due figli ed uno sfratto."

Andrea Devis - “Dopo Di Te”
è una power ballad in pieno stile anni ‘80 caratterizzata da una doppia chiave di lettura: da una parte la ritmica coinvolgente e quasi dance, e dall’altra il testo, più sentimentale e riflessivo.

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