Doolia: giocare con l’elettronica raccontando cose anche molto personali

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Questa settimana arriva il Lilith Festival: la quindicesima edizione della rassegna genovese sancisce la sua importanza come laboratorio culturale permanente che favorisce l’incontro tra artiste, operatrici e realtà indipendenti. Ma oltre tutto questo, Lilith vede il proprio culmine nei concerti che si tengono a Villa Durazzo-Bombrini di Genova Cornigliano, accogliendo sempre una solidissima selezione di artiste innovative, italiane e internazionali, e di realtà genovesi che rispondono agli stessi criteri.

Una delle serate più interessanti di quest’anno sarà indubbiamente quella di sabato 1° agosto, quando al Lilith approderà Sarafine. In apertura della serata ci saranno Gama, progetto solista della cantautrice e produttrice lucana Graziachiara Melissa e la genovese Doolia.

Doolia, nome d’arte di Giulia Sarpero, è una cantautrice e musicista che costruisce il proprio universo sonoro tra dark pop, elettronica e canzone d’autore. Il suo progetto nasce dall’incontro tra atmosfere sintetiche e crepuscolari e una scrittura intima, capace di raccontare fragilità, identità e trasformazione. Dopo i primi singoli Guernica e Case Grandi, pubblicati nel 2024 con Dischi Bastardi, arriva il debutto sulla lunga distanza con Non è più notte, album che raccoglie sette brani e definisce con maggiore profondità il suo linguaggio artistico.

Il disco attraversa zone emotive diverse, alternando momenti introspettivi e aperture più luminose, con collaborazioni come quelle con Gianluca De Rubertis e Leyla El Abiri. Doolia porta sul palco un progetto personale e riconoscibile, in cui la dimensione elettronica diventa spazio per raccontare esperienze, paure e consapevolezze. Le abbiamo rivolto qualche domanda.

Da genovese, che cosa rappresenta per te il Lilith Festival?

In quanto artista donna e con una disabilità penso di rappresentare piuttosto bene le minoranze della scena musicale indipendente (scherzo ma fino a un certo punto) e il Lilith è per me uno dei festival che da sempre contribuisce nel colmare un divario culturale importante senza operazioni di facciata.

Sarafine rappresenta una delle realtà più interessanti della nuova scena elettronica italiana. Cosa pensi possa creare un dialogo tra il suo universo e il tuo?

“Giocare” con l’elettronica raccontando cose anche molto personali sulla cassa dritta.

Il titolo del tuo ultimo disco, Non è più notte, sembra suggerire un cambiamento, un passaggio verso una nuova fase. Qual è la notte da cui senti di essere uscita?

Sono uscita da quella fase della vita dove si fanno le cose più per gli altri che per sé.

L’album arriva dopo i primi singoli come Guernica e Case Grandi. Quanto è cambiato il tuo modo di scrivere e produrre rispetto agli inizi?

Questo ep è l’inizio di un percorso solista che arriva dopo vari anni di band, passare da una visione condivisa a un racconto così personale non è stato semplice ma lo sentivo necessario. Penso che nel mentre la mia scrittura abbia avuto necessità di essere sempre meno astratta e che i brani in generale abbiano avuto bisogno di essere frutto di momenti autentici che non volevo dimenticare.

Non è più notte sembra muoversi tra elettronica, pop e cantautorato. Quando componi una canzone parti più dalle parole, dalla melodia o da un’immagine sonora?

Tanti brani di questo ep sono nati quando ero da sola di notte con il piano scordato di mia nonna. Già in questo ep altri brani, come tanti dell’album nuovo che sto scrivendo nascono da session con altri artisti. La melodia è quasi sempre comunque la prima cose che mi smuove. 

Lilith Festival 2026

A Villa Durazzo-Bombrini di Genova Cornigliano

Giovedì 30 luglio: Mille; in apertura: Lucilla e la Vie on the Road, Lobina
Venerdì 31 luglio: Beth Orton (esclusiva nazionale); in apertura: Roberta Barabino, Irene Manca
Sabato 1° agosto: Sarafine; in apertura: Gama, Doolia
Domenica 2 agosto: Lilith Revolution
Sabato 8 agosto: Anna von Hausswolff; in apertura: Blu Mamuth, Charlie Risso
Biglietti su DICE

Pagina Instagram Doolia

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