Fast Animals and Slow Kids, “È già domani”: la recensione

In casa Fast animals and slow kids eravamo rimasti al documentario Dammi più tempo: 5 puntate per 5 brani, uno per ogni album pubblicato. Puntata dopo puntata, la versione acustica dei pezzi che hanno segnato il disco da cui sono estratti ha saputo rivelare nuove forme, nuovi modi di stare e di far male. Un’estate di tour, quasi tutta sold out, e ora ecco il nuovo nato: È già domani, anticipato da tre singoli che hanno soltanto fatto aumentare la voglia di ascoltare qualcosa di nuovo dai ragazzi di Perugia. Sarà pubblicato domani, 17 settembre 2021, da Woodworm in licenza esclusiva per Believe, è stato prodotto da Matteo Cantaluppi, che già aveva lavorato ad Animali notturni.

Partirà già il 18 settembre il firmacopie in giro per tutta Italia, e già annunciate anche le date dei live previsti per il 2022, in piedi a urlare e saltare, almeno si spera. Le tracce dell’album si prestano a essere cantate a squarciagola, come ormai ci hanno abituato Aimone Romizi & co, ed è così che voglio immaginare di stare ascoltando ogni brano in questo momento: sotto al palco, con gli occhi chiusi e l’energia di tutte le persone che condividono così intensamente quell’attimo.

Fast Animals And Slow Kids traccia per traccia

Ho le vertigini / ma la paura è di tuffarsi e non volare

Sa di attesa la title track È già domani. Sa di vertigini, di acqua che scorre, come quella all’inizio e alla fine del pezzo. Sono chitarre e voci, più serie del solito, quasi in una celebrazione di un momento, di qualcosa che si desiderava e si temeva in egual misura, e alla fine è arrivato. Sei qui con me. Poco meno di due minuti, primo calcio allo stomaco. Non male come inizio.

Mi guardo allo specchio non vedo Il riflesso / ognuno ha il suo posto / e allora il mio dov’è?

Accompagna l’uscita dell’album la seconda traccia, Stupida canzone. Serenamente collocabile nelle ultime produzioni dei Fast animals and slow kids, è ritmata e sentita come ci si aspetta. Stringimi forte che non so che fine faccio come sottotitolo eletto ad honorem, si intrecciano chitarre e batteria convinta, mentre la voce di Aimone eviscera una piccola crisi d’identità, come quelle che vengono a trovarti la domenica sera. Si canterà parecchio.

Guardare il mondo e suoi problemi / senza chiederti se ne fai parte / Indicare al cieco dove andare / senza esserci mai stato

Già conosciuta e consumata (ha più di due milioni di ascolti su Spotify) è il turno di Cosa ci direbbe?, unico feat. dell’album con lo zio Willie Peyote. Cosa direbbe mamma di fronte alla pochezza di questi tempi? Delle coppie che non si sanno affrontare, del puntare il dito con una facilità disarmante, della capacità perduta di imparare dagli errori e di provare a non perpetuarli. Il rap di Willie sposa e rincara la dose: Se sei severo con te stesso lo sei anche con gli altri, ma questo non lo sa nessuno e non vorranno scusarti è forse quanto più simile all’idea che l’autore trasmette di sé.

Non può nascondersi da questa tempesta / non si dimentica se non ci si pensa

La montagna torna e ritorna nella produzione dei Fast animals and slow kids, stavolta nello specchio d’acqua di un Lago ad alta quota. Sembra la scena di un film, in un notturno un po’ sfocato, dove le pause tra una parola e l’altra scandiscono il tempo del ciak. Godersi il tempo prima che arrivi l’oscurità e il ghiaccio ricopra la superficie del lago, una speranza che scalda come una coperta.

Che non capisci come può accadere / la testa ferma il petto e il petto non la sta ad ascoltare

Protagonista di Fratello mio è un demone che tanti conoscono. Il buio in cui si cade, la sensazione che sembra non passi mai di non riuscire a trovare la forza di reagire. A volte ha la forma di una mano tesa, quella di un amico, di un fratello, che affianca il tuo cammino e aiuta ad allontanarti dal dolore passo dopo passo. Il messaggio non può che essere positivo, anche quando ci si concentra sugli istanti più neri per esorcizzarli, come le scatole del Doctor Sleep di Stephen King che contengono i mostri.

Sei una pioggia lontana che distrugge le dighe dell’anima e nemmeno mi sfiora

Si parte morbidi con Senza deluderti, in un crescendo che incita le folle fino all’urlo Se non l’avessi detto Io ero qui per te, in cui immaginiamo un ormai troppo raro esemplare di Aimone volante che si lancia sul pubblico e abbraccia tutti quanti. La canzone d’amore da dedicare, anche questa scelta come singolo e anche questa già consumata dai fan.

Adoro chi m’insegna la morale / perché non ha imparato mai a godere

A Come un animale, scritta dai FASK insieme a Lodo Guenzi, è stato affidato il prestigioso compito di prima estratta dall’album. Un elenco di cose fastidiose, di cose brutte impaginate belle per citare uno dei profili Instagram più amaramente divertenti del momento. Un po’ di frustrazione, un tocco di risentimento, che portano alla consapevolezza di difetti e complessi e cercano di capire il timore che spinge ad attaccare.

Mi spezzo la schiena trasporto le idee / lavoro per gioco mi gioco la vita

Rave ha rubato dal re Freddie Mercury il dee do de de, ha eletto il letame come unico modo per veder nascere un fiore, ha citato mogli ubriache di botti bevute. E, si sa, un pezzo che arriva dopo due singoloni potrebbe non avere vita facile. Eppure. Ci si allontana dalle tracce precedenti, si creano nuove trame sonore e alla fine conquista per la sua particolare attitudine.

Vorrei scattarti una foto che non puoi cancellare

Aimone è rassicurante. Lo ha dimostrato praticamente in tutto Animali notturni, lo ribadisce in Un posto nel mondo. Canta di quanto vorrebbe far star bene quell’anima pura che sembra non riuscire a trovare la pace, e lo declina in incoraggiamento, lo evoca come uno spirito guida, lo accoglie come un compito a cui ha scelto di non sottrarsi. Vorrei fare di meglio, anche questo si canterà tutti insieme in coro. Qualcuno sembrerà in lacrime, ma è sempre lo stesso demone che si ostina a entrargli nell’occhio.

Prova se vuoi a realizzare i sogni dei tuoi genitori / ci provo anch’io ma non funziona non imparo dagli errori

Citazione involontaria (lo ha confessato la band in questa intervista) di Viola Valentino per la traccia numero 10, In vendita. Un giro giro tondo iniziale, un ritornello che invoca il caschetto della Carrà all’indietro, e ancora si salta, si balla e si canta. Troviamo un modo per non perderci più, per trovare altre nuove soluzioni ai soliti problemi.

Ora i pensieri sono incessanti / rimangono indietro anche i sentimenti

C’è il momento in cui si affronta quel dialogo interiore per cui bisogna capire se si è disposti a credere in qualcosa. Di qualsiasi entità si tratti, Portami con te prova a farsi qualche domanda. A metà tra la religione e l’amore, tra il bisogno e la necessità, che il sound ormai riconoscibile rende un po’ meno faticoso da deglutire.

Io non ho nulla da rimpiangere eppure non riesco a smettere

Il viaggio si conclude quando si torna a casa. L’ultimo brano si intitola È già domani ora, arriva il momento delle conseguenze, l’ora prima del tramonto, quell’istante in cui baratteresti la casa per avere più tempo. Sembra brillare sul finale, mentre ti fa chiedere se sei sincero, soprattutto con te stesso. E piove ancora, bagnando l’ingresso e l’uscita da questo album, in un giorno di metà settembre.

Sono i Fast animals and slow kids e vengono da Perugia. Hanno consolidato uno stile, hanno accolto il cambio di rotta come si accolgono i primi capelli bianchi, non hanno stravolto alcun piano. Sono riusciti a emozionare ancora, ancora una volta hanno raccontato il disagio e hanno provato ad aggredirlo, qualche volta anche con un sorriso. Un sorriso contagioso, di quelli che ti scambi con gli sconosciuti tra le fila di un concerto, mentre parte il pezzo che aspettavi fin da quando hai comprato il biglietto.

Genere musicale: rock

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