Filippo Bubbico, “Honolulu arrivo”: recensione e streaming

S’intitola Honolulu arrivo il nuovo disco di Filippo Bubbico, in uscita per l’etichetta Sun Village Records con il sostegno di Puglia Sounds Records e la distribuzione di I.R.D. Dopo il rilascio del primo brano estratto Ti ricordi, l’artista ha pubblicato il singolo e videoclip Non salgo da te, secondo brano che ha anticipato l’album.

Honolulu Arrivo è una promessa di intenti. L’impegno costante e serrato dell’artista nella ricerca di un proprio mondo (Honolulu), un vero e proprio panorama sonoro frutto di una ricerca figlia del duro lavoro quotidiano. Solo confrontandosi con i propri fallimenti (e sapendoli guardare in faccia) si ha una chance di arrivare al risultato desiderato, inaspettato. Il processo creativo di questo album infatti è basato sulla raccolta di idee elaborate nel lasso di tempo intercorso tra l’uscita del primo disco Sun Village e il presente.

Filippo Bubbico traccia per traccia

La noia è il motore di Vorrei vivere da animale, brano che apre il disco e che però non è affatto noioso, nel suo modo di coniugare istinti elettronici, idee indie, ritmi alti ma variegati.

Leggermente più tranquilla Non salgo da te, che comunque affina discorsi di groove all’interno di atmosfere leggere e piuttosto sognanti, con qualche pizzico di vintage.

C’è Carmine Tundo (La Municipàl eccetera eccetera) a regalare qualche sensazione in più e la sua voce avvolgente a In ognuno di noi, brano languido che si allunga sui movimenti della chitarra. Finale strumentale quasi progressive.

Oscillazioni sonore e momenti malinconici anche in Straccio, che vede la partecipazione di Lauryyn, a dare una mano a raccogliere le lacrime del pezzo.

C’è invece un pianoforte molto mobile che suona fitto fitto in Ti ricordi, collegamento diretto con il cantautorato americano, per un brano nostalgico ma ritmato, con una voce che si rivela versatile.

E’ tempo di rialzare i ritmi: Finché sarò forte, con Claudio Filippini, si gonfia di battiti, offrendo comunque un ventaglio di sensazioni sonore piuttosto variegato. Qui il finale opta per un pianoforte sostanzialmente jazz.

Questioni eroiche al centro di Missile, che cresce un po’ per volta, avvitandosi poi sul dibattito se andare in discoteca o meno; a quanto pare la discoteca è già in casa.

Torna Lauryyn all’interno di Noia, e anzi ne prende possesso con la sua voce, in un brano notturno dai ritmi rimbalzanti. La chiusura è affidata a Jnana, che si appoggia su nuvole sonore molto morbide e piuttosto contemplative.

C’è sapienza sonora all’interno del pop di Filippo Bubbico, che dimostra perfetta padronanza nell’utilizzo di idee e impressioni pop in un contesto in realtà che può variare dalla dance al jazz in un battito di ciglia.

Genere musicale: cantautore, pop

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