Fireground, “Fireground”: recensione e streaming

Fireground è il titolo del disco omonimo pubblicato dalla band proveniente dalla terra dei vulcani, i Campi Flegrei in Campania. La band propone un rock alternativo con spunti melodici tra Smashing Pumpkins, Foo Fighters, Coldplay ben rappresentato dai singoli Worm, Don’t Say a Word e Aphrodite (Darkest Lies). Eccellente la produzione artistica dell’intero album curata da Pietro Foresti (produttore multiplatino già a fianco di membri di Guns ‘n’ Roses, Korn, Asian Dub Foundation, Unwritten Law).

Fireground nascono nel 2018 da un’idea di Roberto Vagnoni (ex Starviolet e principale autore delle canzoni) alle chitarre e synth a cui si aggiungono gli amici d’infanzia Enrico Imparato (batteria), Fabrizio Sensini al basso e Marco Franzese alla voce. Dopo una prima demo autoprodotta la band inizia la lavorazione al primo album sotto la supervisione di Pietro Foresti e Matteo Agosti presso lo studio di Frequenze a Monza. L’esordio esce il 16 aprile 2021 anticipato da tre singoli.

Fireground traccia per traccia

L’apertura del disco è affidata a Hang On 2 U, che scrive in lettere e numeri come si faceva una volta, e che si dimostra piuttosto vintage anche per le caratteristiche del rock che esprime.

Si abbassano i toni con Aphrodite (Darkest Lies), che oscura lo è davvero, ma anche piuttosto romantica e avvolgente. Il lato morbido della band emerge anche da Don’t Say A Word, che assomiglia alle metal ballad di decenni passati, almeno quanto a spirito.

Le chitarre tornano tonanti con Carry On, che ricorda da vicino alcuni episodi marcati Smashing Pumpkins. Il suono scelto è molto roboante ed evidente, con ramificazioni metal.

Si rimane sullo spiritato e sul rumoroso con Worm, singolo d’impatto piuttosto urlato e su di giri. Sometimes torna sul lato ballad, ma con una certa verve.

Un po’ più esplorativa Take it Slow, che fa pensare a qualcosa degli Incubus, diffondendosi morbidamente su tappeti sonori abbastanza sognanti.

Panorami allargati ma sempre molto rock in Land, che ha atmosfere cupe e dense. Si chiude con The Wave, ultima ballata con un quid elettrico.

Gli elementi che i Fireground utilizzano nel proprio disco sono tutti piuttosto collaudati. Tuttavia va riconosciuta una buona qualità d’esecuzione alla band, che pubblica un disco piacevole e ben riuscito.

Genere musicale: rock

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