Flying Disk, “In the Heart of the City”: recensione e streaming

In The Heart Of The City è il nuovo ep dei Flying Disk, trio heavy rock piemontese composto da Simone Calvo (chitarra e voce), Francesco Martinat (basso) ed Enrico Reineri (batteria), attivo dal lontano 2010 e con due album all’attivo, Circling Further Down del 2014 e Urgency del 2018.

La terza fatica discografica della band di Fossano (provincia di Cuneo) esce per quattro etichette indipendenti a livello internazionale: la francese Araki Records, la statunitense Foribidden Place Rec, la svizzera Urgence Disk e l’italianissima Karma Conspiracy, su vinile ma anche in streaming e in digital download sulle principali piattaforme di smistamento musicale.

Anticipato dai singoli Connections e Wasted, In The Heart of The City è stato registrato nello studio della band dal bassista Francesco Martinat. Il disco è frutto di anni di ricerca sia per quanto riguarda il suono che la scrittura, e cerca di scrollarsi di dosso qualsiasi etichetta legata al genere per provare a raggiungere un suono più originale possibile. Il mastering di questo lavoro è a cura di Jonathan Nuñez dei Torche, direttamente dal quartier generale del Sound Artillery Studio di Miami, in Florida (USA).

“In The Heart Of The City” è il riassunto di quello che viviamo ogni giorno nel bene e nel male. Questo ep, composto da 4 pezzi, è la colonna sonora di serate passate in giro fino all’alba con tanti pensieri e senza un soldo in tasca. È la storia di chi non va in ferie e rimane a girovagare per la propria Città, lavorando a un futuro migliore, di un’ adolescenza passata in una provincia che non ti rispecchia e spesso non ti offre possibilità e dove l’unica fonte di speranza è la musica, quella fatta da amici che, ridendo e scherzando, ancora sperano di andare oltre a quei palazzi

Flying Disk traccia per traccia

Il carattere del suono dei Flying Disk è piuttosto evidente già da Wasted, traccia d’apertura dell’ep: con molte nostalgie anni Novanta, ecco un brano che corre piuttosto rapido, con il basso che slappa sul fondo e trionfi di batteria e chitarre.

Un po’ più ragionati i ritmi di Sunrise, che si avvicina all’hard rock e allo stoner facendo giri più larghi. Le sensazioni qui sono post grunge, con sonorità che sanno anche di epico.

Si ritorna a emozioni da corsa con Tell me of the Sun, quasi punk per velocità e dinamiche, ma ancora caratterizzata da suoni e atteggiamenti che inclinano più verso il metal.

Giro di basso importante in apertura di Connections, che rallenta di nuovo i ritmi e apre il respiro del brano, che sale gradualmente di colpi con il procedere delle battute.

Quale sia la “City” di riferimento dei fossanesi Flying Disk non è dato sapere. Tuttavia va notato come il trio non perda un battito né una stilla di compattezza del proprio suono, né una scintilla del fuoco della propria passione, in un ep breve ma molto ricco di sfumature.

Genere: stoner

Se ti piacciono i Flying Disk ascolta anche: Migraine

Pagina Instagram Flying Disk