Foscari, “I giorni del rinoceronte”: la recensione

Marco Foscari, da Cava de' Tirreni, pubblica il proprio esordio, I giorni del rinoceronte: nove canzoni tra pop e cantautorato, tutto condito da sonorità del tutto contemporanee.

Così il comunicato stampa: "Questo disco è principalmente un invito all’osservazione. Osservazione delle cose, degli eventi, del mondo che ci circonda, come condizione generale per la creazione di qualsiasi atto della nostra vita, sia poetico che quotidiano. E’ un invito all’empatia nei confronti del mondo animato e inanimato fuori di noi, per accorgersi di esserne parte nelle stesse modalità".

"Avere il tempo di fermarsi a guardare con attenzione ciò che nella vita frenetica ci sfugge sotto gli occhi. E’ un tentativo di fermare in pochi minuti ciò che scaturisce dalla vista approfondita del mondo esterno, che si riflette internamente con un’osservazione più intima, privata, del nostro universo interiore".

Foscari traccia per traccia

Si apre quasi di itpop con Particelle, con molto synth e qualche riverbero, incisi nella costruzione, un buon lavoro di basso. Stabile non è rallenta un po' e veste gli abiti del cantautore elettrico, ("facciamo che ci rivediamo presto/quando starò peggio").

E sono abiti che non si dismettono neanche con Trasparente, dialettica e morbida con qualche punta elettrica. Giorno gioca sulle contraddizioni ("anche di giorno è notte") e sul pianoforte con qualche nota che può far pensare al Cremonini più morbido.

C'è poi la vivacità di Incline al canto a risvegliare gli animi, con il basso a sorreggere ritmi intensi e molto volitivi. "Quanto costa la Costituzione/quanto costa la serietà" sono i versi che aprono Stendhal, pezzo che si potrebbe definire filosofico o comunque contemplativo, riferimenti all'omonimo grande della letteratura francese inclusi.

Si rimane in ambito letterario con Eliot, acustica e molto sommessa sulle prime, poi pronta ad allargare gli orizzonti sonori.

Tamburi di guerra aprono La tempesta; la tensione si scioglie un po' più tardi, anche se le idee rimangono elettriche e ritmate. Si chiude con le intimità di Te lo confesso,

Benché non tutte le idee di Foscari suonino di primissima mano, tutto quello che scrive, suona e tocca sa di buona fattura, con un senso per il pop molto spiccato ma anche con un'attenzione ai dettagli molto autorale.

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